Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno
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1916
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pagina
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229
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eoutro lo scoglio tfraunico. Ohi acquista I diritti e gente il bene ilota della libertà possiede un'armatura di ferro e non incroci le branda, nfc ehi uà U fronte al dispotismo ed ni gesuitismo.
Non intesero questo i Sovrani ohe si spartirono l'europa J Congresso di Vienna, dove dei popoli fa fatto nn mercato e senza rispettare le ragioni etniche 'ft'nazionali distribuiti a cai maglio capesse opprimerli ed asservirli e aberrarne la via che apri il grande Napoleone:
Questo lavorio della diplomazia più reazionaria del secolo scorso non valse a nulla; neppure l'alleanza cosidetta anta, ma invece funesta quanto quei cattivo genio che l'informò, il Principe di Metternicb.
Dal 1SÌ5 al 1848 il quadro fu uniforme nel suo significato, quantunque vario nel colorito e nel dettaglio: da una parte i Prin-cipi dio. colle soldatesche e col patibolo volevano soffocare le H.-j bellioni alla loro tirannia, dall'altra i popoli che avveduti di essere traditi insorgevano per chiedere le leggi promesse con la rivoluzione; quando i Governanti con l'acqua alla gola facevano sperare larghe concessioni ; da una parte i Carbonari, dall'altra i Gesuiti, i Calderari, i Sanfedisti ; da una parte l'assolutismo dall'altra nn movimento continuo e forte per ottenere un governo libérale e democratico sta repubblicano o monarchico o con una federazione italica: da una parte l'unità della patria, dall'altra lo smembramento di essa.
L'insurrezione di Itala nel 1820 portò allo spergiuro di Re Per* dinando ed all'invasione straniera,'! moti del Piemonte finirono con la feroce reazione del Ke Carlo Felice, legato come gli altri Principi d'Italia alla Santa Alleanza ed al Metternicb, che nel Lombardo-Veneto col patibolo colla prigione coll'esilio si abbàtteva sopra i Carbonari, rei di cooperare per la libertà ed indipendenza italiana. E non si mostrò più teherotìi costoro Leone XII a Berna, Francesco IV a Modena, e Francesco I a Napoli, il quale con la sanguinosa repressione dei moti del Cilento bene ereditò le qualità di suo Padre Ferdinando. Nel 1831 nuove congiure, nuove insurrezioni a Modena, Parma, Bologna e Stato Pontificio sedate dall'intervento austriaco patrono dei tiranni d'Italia, il vero responsabile delle sfortune italiche e dei patiboli che in ogni centro venivano innalzati.