Rassegna storica del Risorgimento
FOSCOLO NICOL?
anno
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1935
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pagina
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507
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L' attentato Orsini nei documenti e nella stampa del Belgio 507
tre giornali e aggiungeva che se questi fossero stati assoluti dai giurati, il governo francese riterrebbe necessarie nuove ed importanti modificazioni alla legislazione belga sulla stampa, poiché era opinione sua e di tutto il ministero che i delitti di stampa, riguardanti i sovrani esteri, dovessero essere sottratti al giudizio dei giudici popolari. x)
I giornali reazionari belgi, nella loro cieca ira di parte, sostenevano le pretese napoleoniche, primo fra gli altri Le Journal de Bruxelles, che già, il 22 gennaio (n. 22), attaccando ISObservateur Belge, scriveva che non era la prima volta che la teoria dell'assassinio politico trovava eco nel Belgio, ed il 2 dello stesso mese (n. 29), in un articolo Les idées révolutionnaires, attaccava aspramente il liberalismo e riferiva alcuni brani staccati dell'accennato articolo mcriminato de Le Prolétaire, con l'evidente scopo di aggravarne le intenzioni.
Gli articoli dei tre giornali incriminati eccitarono ancor più i confratelli. Le Bien Public di Gand, il quale il 17 gennaio (n. 17), stigmatizzando l'attentato domandava che cosa sarebbe divenuta la Francia e l'Europa se l'imperatore fosse caduto ed il giorno dopo chiedeva se non fosse tempo di prendere dei provvedimenti per purgare l'Europa dalla banda di assassini che la terrorizza periodicamente e se sarà sempre permesso all' Inghilterra d'essere il rifugio di questi sicari che minacciano continuamente la vita dei sovrani e che vanno là a ricevere gli ordini dell'uomo che giustamente è stato infamato col nome di principe degli assassini : il giorno 22 (n. 22) attaccava violentemente UObservateur, rimproverandogli la guerra che muoveva alla religione baluardo contro tutti i rivoluzionari . Gli ricordava inoltre che separare la causa del liberalismo avanzato dalla demagogia de Le National dal banditismo mazziniano è un bel gesto ; ma
i) Minisi. Aff. Eateri, Bruxelles, voi. 5, inserto 85, lettera di F. Rogier, dell'8 febbraio.