Rassegna storica del Risorgimento
FOSCOLO NICOL?
anno
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1935
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pagina
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521
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L'attentato Orsini nei documenti e nella stampa del Belgio 521
degli affari esteri si affrettava a calmare il diplomatico di Berna, assicurandolo che in Belgio una società di mutuo soccorso fra i rifugiati italiani non esiste. Del resto aggiungeva il numero di quelli è estremamente limitato . La notizia era certamente di pura invenzione una favola inventata dagli agenti francesi a Ginevra o forse dalla polizia di Ginevra come scriveva il residente a Berna il 4 aprile, fatto molto più prudente dallo svolgimento degli avvenimenti e dalle manovre francesi. 0 quel che più era probabile inventati dagli uni e dall'altra insieme, allo scopo di spingere la confederazione ed il Belgio ad atti di severità.2)
Infatti le pressioni del governo di Napoleone, per spingere la Svizzera a cacciare i rifugiati italiani, furono insistenti e tenaci. Se il Governo di Ginevra, fin dal 28 gennaio assicurava il governo di Parigi che i numerosi italiani residenti a Ginevra erano tutti persone calme ,3) la Francia insistè talmente che il 15 febbraio il Consiglio federale decretava che tutti i rifugiati italiani e francesi sui quali si posseggono indizi che prendono parte a delle riunioni o a delle imprese politiche incompatibili col diritto d'asilo dovranno essere allontanati dal cantone di Ginevra , finché il 24 aprile il consiglio federale decretava l'allontanamento di 17 italiani: Vercellesi, Masnata, Narra, Colombo, Biraghi, Robiati, Graziosi, Ghelfa, Salvi, Co-mini, Bernasconi, Carrara, Zamperini, Runcaldieri e Leoni .
1) Minist. Aff. Esteri, Bruxelles, Svizzera, voi. 2, inserto 262.
2) Minisi. Aff. Esteri, Bruxelles, Svizzera, voi. 2, inserto 266.
3) Areh. di Stato di Ginevra, 279.
4) Areh, di Stato di Ginevra, 279. Cfr. H. BERGMANN, Deux lettre* inèdite* de Mazzini, in lì Risorgimento Italiano, 1912, p. 717. Le lettere furono tratte dall'Archivio di Ginevra e mostrano resistenza di mene rivoluzionarie mazziniane in Svizzera, nel 1856.
Henri Bergmann, libero docente ali* Università di Parigi, dette, nel 1909-10 un corso a l'École des hautes études a Parigi sul tema La crisedu second empire: l'affaire Orsini et le retour au libéralisme. Egli infatti preparava un ampio lavoro sul grande avvenimento del 1858, ma la morte lo rapì troppo presto alla famiglia ed alla scienza. Una parte dei materiali da lui raccolti a Londra ed a Ginevra fu gentilmente messa a mia disposizione dal signor GrunebaumBolb'n del consiglio di Stato e me ne sono valso. Gli esprimo pubblicamente la mia viva riconoscenza, lieto di potere ricordare in questa Rivista il nome dello scomparso studioso, che fu un grande amico dell'Italia.