Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; STATO PONTIFICIO ; STATUTI
anno <1935>   pagina <534>
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Mario Battisti ni
invocato alcuna testimonianza su ciò per non compromettere altre persone. Dichiarandosi innocente del sangue versato la sera del 14 gennaio, confermò di avere cospirato per distruggere il dispotismo e la tirannia, com'era suo diritto e dovere. Il momento della grande decisione era arrivato. I giurati dichiararono il Bernard non colpevole. L'agitazione nella sala fu enorme. Vive le acclamazioni del pubblico al Bernard, che salutava ed agitava il fazzoletto. La procedura non era ancora terminata, perchè rimanevano gli altri capi d'imputazione, ma caduto il primo e principale, nemmeno il pubblico ministero credette opportuno di insistere sugli altri ed i giurati pronunziarono la totale e completa assolu­zione di Bernard.
Quest'assoluzione fu chiamata scandalosa dai fautori del regime napoleonico, dimenticando che i giudici che la pronunziarono erano uomini doppiamente liberi, perchè in­glesi e perchè magistrati popolari, e che perciò su di loro non poteva esservi stata né influenza di governo, né preoc­cupazione di carriera, né timore di rappresaglie da parte del proprio governo, anche se la sentenza lo annoiava forte­mente. Poteva la Francia vantare in quel momento una magistratura indipendente ed un giuri popolare che in piena libertà potessero rendere un giudizio, certi di non essere in qualche maniera annoiati? Anche se guardiamo bene il pro­cesso Orsini, se ascoltiamo la parola del presidente dell'As­sise e del procuratore generale, si sente bene che la preoccu­pazione politica è, in ambedue gli alti magistrati, chiara e marcata Qualche volta è anche esagerata, ma i magistrati sapevano per esperienza che, anche una debole ammirazione per il regime, sarebbe costata loro, nel più favorevole dei casi, una pronta giubilazione.
Né mostruosa, né uno scandalo giudiziario fu l'assolu­zione del Bernard* Troppe cose si dimenticano ripetendo la vecchia frase bonapartista. Si dimentica lo stato d'animo