Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; STATO PONTIFICIO ; STATUTI
anno <1935>   pagina <537>
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L'attentato Orsini nei documenti e nella stampa del Belgio 537
del 3 febbraio 1858, n. 22907, riferiva un articolo già com­parso nel North British Glasgow Daily Mail degno di essere riferito. Esso porta il titolo : Il governo francese e la que­stione dei rifugiati:
I sentimenti straordinari verso il nostro paese, dei quali l'im­peratore autorizza l'espressione nel suo giornale ufficiale, non man­cherà di essere notato dal parlamento che si riunisce questa settimana. Che 1' una o 1' altra fazione abusi in Francia delle leggi e del popolo inglese non è cosa nuova ed in circostanze ordinarie non attirerebbe l'attenzione; ma l'esercito, in tutti i paesi, osserva sempre una certa riserva in questioni politiche. Il governo è il controllore dell' esercito e tanto più in Francia, dove il governo è assoluto controllore dell'opi­nione pubblica. Napoleone deve perciò essere considerato come appro-vatore delle offese che vengono indirizzate all' Inghilterra sulle colonne del Moniteur. H centro di Londra, e di altri luoghi della nostra tranquilla isola, sono supposti essere il rifugio di emigrati stranieri, se ne vuole la distruzione e si domanda a Napoleone di dare ordine alla sua fedele guardia d'invadere l'Inghilterra per dare immediata­mente un esempio ai suoi nemici. Una rodomontata di questo genere è firmata da generali e colonnelli e si ripete ogni giorno nel giornale dell' imperatore, al quale si suppone dai suoi autori, debba essere molto gradita. Il popolo britannico sarebbe molto divertito di vedere i fran­cesi manifestare così la loro rabbia, ma qualche giorno fa il conte di Persigny, faceva notare ad una deputazione inglese che il governo francese desiderava ristabilire una più sincera alleanza coli' Inghil­terra. Quest'accesso di rabbia e di follia nel Moniteur è davvero una maniera strana per raggiungere questo scopo! Se l'imperatore pensa di spaventare il popolo britannico con le fanfaronate dei suoi soldati, dimostra di avere una opinione molto piccola di noi. Da parte nostra se il suo scopo, con le sue pubblicazioni, è semplicemente di mostrarci com'egli sia più ragionévole dei suoi partigiani militari, rivela di avere una stima molto povera della sua riputazione, anche in questo paese dell'impunità degli assassini, perchè nessuno qui, fino alla pubblica­zione di tante sciocchezze, lo aveva ritenuto capace di follie. La vera maniera di ricondurre il popolo e l'esercito francese alla sincera e leale amicizia del nostro paese sarebbe di lasciar loro conoscere tutta la verità a proposito dell'ultimo tentativo di assassinio e le cause alle quali esso deve essere attribuito e perchè sia quasi riuscito. Ma invece osserviamo che mentre il governo francese pubblica, in lungo