Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; STATO PONTIFICIO ; STATUTI
anno <1935>   pagina <542>
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Mario Battistini
la polizia non aveva avuto molta fretta, ma si trattava d'un inglese e non d'un rifugiato francese! Eppure era ben chiaro che Allsop si era occupato di far fabbricare le bombe, che era amico di Bernard, d'Orsini e di numerosi emigrati politici italiani e francesi e che la sua avversione al regime napo­leonico era forte ed aperta. Uno dei suoi biografi, che lo co* nobbe intimamente, scrisse che Allsop, conservatore in poli­tica, aveva idee molto avanzate in economia e che a Lincooln aveva diviso in lotti una sua tenuta che aveva distribuito a degli operai. Amico di Cobden, di O'Connell, d'Owen, amante della libertà, di sentimenti democratici, odiava profondamente il regime bonapartista. Amico di Bernard, degli esuli francesi, di Mazzini, la lettera del 1 gennaio 1857 diretta a Bernard, sulla quale la pubblica accusa insistè molto per infierire contro questo, prova chiaramente questo sentimento. Scriveva infatti:
Mio caro dottore, molti ringraziamenti per i due opuscoli che le ritorno qui inclusi. Non ho ricevuto nessuna lettera in risposta alle comunicazioni che lei si propone d'inviare agli amici d'Italia. Spero che qualche risposta sia stata ricevuta a Londra. Sono contento di sapere che ogni diffidenza d'opinione è limitata ad un sol punto; la dif-. ferenza d'opinioni è inevitabile, essa esiste in ogni esercito, ma l'unità d'azione è necessaria per il successo. In ogni modo ho completa fidu­cia nell'avvenire. L'abhominevole empio del 2 dicembre mi sembra abbia raggiunto il suo punto culminante. Ha visto lei il terribile di­sprezzo col quale Smith O'Brien fa allusione ai baci della regina a questo fellone, che probabilmente non ci darà più noie anche se dovesse scam­pare alla giusta punizione che merita così largamente. Se fossi in Cali­fornia ora, raddoppierei subito la somma offerta da Landor all'uomo che compierà un atto di giustizia su questo miserabile scellerato. È una misera consolazione di sapere che egli è obbligato di bere avanti d'uscire, per annegare la sua paura. Egli deve essere ucciso e con lui il sistema che egli crede necessario di mantenere. Sarò felice di sapere da lei i progressi d'Orsini e tutte le questioni che ci sembrano interessanti. Quando sarò fra poco a Londra spero che Lei mi concederà
1) HOLYOAKE, Op. CÌU