Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; STATO PONTIFICIO ; STATUTI
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1935
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550
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Mario Baliistini
volte a Parigi nel dicembre successivo e gli disse che era-là per visitare degli amici. Alla domanda se, alla fine del 1857, avesse, a Londra, negoziato e venduto dei titoli, dandone il ricavato od una parte ad Orsini, risposte testualmente: Sì, ho venduto dei titoli ed ho dato il danaro ad Orsini, ma giuro che erano per la libertà e l'indipendenza della sua patria. Io non mi vanto di ciò che ho fatto. La somma è grande, ma se lei desidera conoscerla esattamente si diriga al mio banchiere a Londra del quale dava il preciso indirizzo. Domandatogli di dove provenivano i titoli negoziati, in quale specie aveva ricevuto il ricavato di quella negoziazione, se la somma fosse costituita anche da banconote numerate e quali numeri quelle avessero, l'Hodge rispose che i titoli erano sua proprietà, che li aveva ritirati dal suo banchiere e che per mezzo d'un intermediario li aveva venduti in compagnia d'Orsini, il quale ne aveva ritirato il danaro, che egli non sapeva come fosse costituito. Francamente ammise che Orsini, nel novembre eli aveva consegnato due collane coli'incarico di consegnarle alle sue bambine quando fosse passato per Nizza, come aveva fatto, ma Orsini non gli aveva detto il motivo di quel regalo.]) Tutto ciò non dava alcun motivo di legittimare l'affermazione dell'esistenza di un complotto criminale in Francia imputato all' Hodge 2* e la Francia non insistette sulla propria domanda d'estradizione.
Poiché l'Hodge si era, nelle carceri, ammalato, il governo inglese invitava, il 15 maggio, il proprio ambasciatore a fare in modo che fosse curato da un medico di sua scelta, che i suoi amici potessero visitarlo, portargli dei giornali e dei libri, ed a voler sollecitare il governo piemontese, perchè il prigioniero non fosse tenuto in carcere più del necessario e non oltre i limiti strettamente necessari.s) Tutto ciò fu presto
3) Foreign Office, Londra, Sardegna, 232, lettera del 28 marzo.
2) Foreign Office, Londra, Sardegna, 232, lettera del 28 marzo.
3) Foreign Office, Londra, Sardegna, 239, lettera n. 26.