Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; STATO PONTIFICIO ; STATUTI
anno <1935>   pagina <556>
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Mario Battistini
L'ambasciatore inglese a Parigi, aveva scritto fin dal 17 marzo, che
non poteva dirsi se l'imperatore avesse pensato, rendendo nota la lettera famosa, ad avere un elemento per potere favorire l'Italia, o una speranza segreta che una tale dichiarazione, fatta in un tal momento avesse potuto disarmare la mano di altri decisi a sopprimerlo . x)
L'intervento della Francia nella seconda guerra italiana, benché, a cagione del brusco arresto e del trattato di Villa-franca, avesse lasciato una profonda disillusione nel cuore di molti italiani, aveva calmato le ire contro il Bonaparte ed i timori di un attentato da parte di emigrati italiani, ormai ridotti di numero e d'energia, erano si può dire scomparsi. Ma le polizie vegliavano, pronte a dar corpo a semplici ombre. Ai primi del 1863 la polizia di Bruxelles segnalava l'arrivo di Cesare Orsini, fratellastro di Felice, il quale era giunto nella capitale il 21 febbraio, con passaporto rilasciatogli a Parigi, di dove proveniva, il 14 dello stesso mese.2) Che cosa esat­tamente fosse venuto a fare a Bruxelles l'Orsini non risulta dai documenti esaminati, ne so quale importanza politica avesse l'emerito venditore di fumo come lo chiamò il Lazio.3) Natura chimerica definisce il Mastri il giovane Orsini, il quale fino dal 1855 si trovava a Mont evideo impie­gato in una casa di commercio, si valeva forse del nome che portava per darsi l'aria di cospiratore e di uomo politico, ma si sa bene che Felice aveva avuto ben poca intimità con lui, che non ricordò nemmeno nel suo testamento. La polizia però, alla quale il solo nome di Orsini svegliava terribili timori,
i) Foreign Office, Londra, cit., 1245, lettera n. 108. 2) Sùreté publique del Belgio, Bruxelles, fase. 178324. 8) F. Orsini, cit., pag. 302.