Rassegna storica del Risorgimento

BARBARESCHI ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1935>   pagina <584>
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584 Amerigo Imeroni
(11 gennaio 1799), una lettera al Viceré, incitandolo al riscatto: ala loro condizione di schiavi dice tutto! . *)
Intermediari. A Tunisi Altrettanto generosa, costante, dili­gente, durante i cinque anni di trattative, si rivela l'opera degli inter­mediari, dai più. elevati, Viceré, Segretari di Stato, Consoli, Inviati speciali, fino ai più umili frati di tutti gli Ordini. Per brevità ci limi­tiamo a citare la preminente attività svolta: a Tunisi, dal Conte di Sant'Antioco, Don Giovanni Porcile, che aveva assolto una precedente missione liberando nel 1750 192 schiavi, rendendosi famigliare l'ambiente del Bardo, la Corte del Bey, cattivandosi l'amicizia dei Consoli accreditati a Tunisi, specie del Francese e dell'Inglese. Fu uomo semplice ma risoluto, ed altruista tanto che nell' intrapresa vi rimise del suo morendo povero, meritandosi gli onori postumi concessigli dal Sovrano.
Altri validi collaboratori furono il medico del Bey, Agostino Maria Gorgoglione, genovese, sempre inteso a dirimere gli ostacoli; Antonio Niijssem, Console Batavo, in costante carteggio coi Viceré e Segretari di Stato; il Console di Francia, Rivoise, accorto nell'in* fluenzare il Bey.
Ma sopra tutti, merita di essere tramandato ai posteri, un frate spagnolo, Trinitario Scalzo: P. Francesco Saverio Blasquez Reden­tore ed Amministratore dell'Ospedale spagnolo, in Tunisi. Attra­verso un centinaio di lettere ai Viceré e Segretari di Stato in Cagliari, si proietta lo zelo indiavolato di un astuto e diplomatico intermediario, ora umile, insinuante, supplichevole, ora ardito, prepotente ed arro­gante, in pace un giorno ed in guerra dieci, col Bey, al quale le canta chiare all'ombra del Leone di Castiglia, minacciandolo quando occorra di due inferni, quello cristiano e quello musulmano. Talvolta il Bey lo inganna, disdice i patti, ed egli corre al Bardo, vuota il suo capace sacco di contumelie spagnole, e torna a barricarsi nell'Ospedale fino a che il Bey, ammansito, non lo richiama. In una lettera dichiara che spera di incontrarlo nell'altro mondo per aggiustargli i conti. Non si sa se allude ad un supplemento alle pene dantesche, o ad una singoiar tenzone con gli spiedi roventi.
Sempre vigilante e ricco di risorse, fa deviare un Capitano diretto alle Baleari, avviandolo invece a Cagliari con parecchi schiavi redenti, sotto la promessa che quel Viceré gli avrebbe ridotto la quarantena
!) Archivio di Stato, Cagliari, Segreteria di Stato, Sezie II, 1462, foglio 205.