Rassegna storica del Risorgimento
BARBARESCHI ; SARDEGNA (REGNO DI)
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1935
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Amerigo Imeroni
trasporto dei danari; poi: che non era prudente esporsi alle tempeste invernali con un sì prezioso carico; e infine, che si attende il Sovrano che ha lasciato gli Stati di terraferma. Le corrispondenze più notevoli sono a firma dei Viceré Vivalda e Carlo Felice.
Difficoltà dell'intrapresa. Al primo slancio sentimentale della umana solidarietà pel riscatto, seguì la fredda analisi della ragione, nel predisporre i mezzi idonei al fine.
Il Papa Pio VII con Bolla del 29 ottobre 1798 (la cattura degli schiavi era avvenuta il 2 settembre) destinava al riscatto le somme provenienti dai Benefici vacanti, oltre ad un sussidio ecclesiastico di 15.000 scudi. Il Re di Sardegna disponeva che vi fossero i fondi dei crediti detti degli ex-Gesuiti, e tutte le disponibilità dell'Erario. Il Duca di San Pietro, signore feudale di Carloforte inviava 2000 scudi, cui seguirono altre offerte.
Di fatto peraltro apparve subito la dura realtà. Di fronte alla somma necessaria che dai primi riferimenti appariva di centomila scudi, oltre al cambio in pezzi forti di Spagna, che saliva al 6 per cento ed a tutte le spese pel rimpatrio dei 730 schiavi, i Benefici Vacanti dell'isola, esaminato il gettito di un decennio, non potevano fruttare che annue Lire sarde 42.750.l)
Nella cassa della Redenzione dei Padri Mercedari di Cagliari, il 18 marzo 1799, esistevano lire sarde 918 e rotti. 2)
La maggior parte degli schiavi, poi, era povera e non poteva comunque contribuire, mentre ben difficili si presentavano le realizzazioni in moneta liquida, dei beni prevalentemente immobili o terrieri, degli altri schiavi abbienti.
D'altra parte una serie di cattive annate e pestilenze avevano mal ridotto i patrimoni, e scarso in conseguenza risultava il ricavato dalle cpiestue o chieste effettuate con processioni periodiche. Si fecero precedere tali cortei dal gruppo di schiavi redenti in precedenza, per eccitare vieppiù la pubblica carità. Il Municipio di Cagliari rinnovava l'offerta di cento scudi. Segrete oblazioni pervenivano di continuo dalla Corte.
Altre disavventure. Fra la cattura ed il riscatto altre e non lievi contrarietà si frapposero alla soluzione dell'intrapresa, ritardandola di ben cinque anni.
1) Archivio di Stato, Cagliari, Segreteria di Stato, Serie II, 1462, foglio 215.
2) Archivio di Stato, Cagliari, Segreteria di Stato, Serie II, 1462, foglio 111.