Rassegna storica del Risorgimento
BARBARESCHI ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno
<
1935
>
pagina
<
587
>
J. re ài Sardegna pel riscatto degli schiavi dai Barbareschi 587
Al difetto di fondi si aggiunse prima, la morte in Tunisi, il 29 settembre 1799, dell'inviato del Governo, Conte di Sant'Antioco Don Giovanni Porcile, al quale subentrò provvisoriamente il figlio Don Antonio, anch'egli schiavo con la famiglia, e col fratello, rilasciato in libertà condizionata, per recarsi a Cagliari, a perorare l'osservanza del Trattato di riscatto concluso dal defunto padre, con obbligo sulla parola, di tornare subito, coi denari o senza. Il corriere che aveva noleggiato la nave per l'andata ed il ritorno si vide trattenuto per ragioni politiche o meglio finanziarie, e licenziata la nave. Tornò più tardi a Tunisi e fu sostituito nelle trattative dal Conte De Pierlas, Console sardo a Livorno.
Nel frattempo volgevano a male le cose del Regno, poiché invaso dai Francesi il Piemonte, il Sovrano e la Corte si rifugiavano a Cagliari, il 3 marzo 1799.
Tutta la corrispondenza ufficiale di quell'epoca, dimostra l'abilità diplomatica dei Ministri e Segretari di Stato nel mantenere amichevoli malgrado tutto le relazioni col Bey che stanco di concedere proroghe al Trattato, minacciava la nullità delle convenzioni.
Epilogo* Finalmente l'ormai famoso Trattato di riscatto ebbe esecuzione e si raggiunse la liberazione dei Carolini che in numero di 755 poterono rientrare in patria. Ne arrivarono a Cagliari 486 dal 4 al 6 giugno 1803, e 269 dal 30 giugno al 4 luglio. Undici erano stati venduti ad Algeri, 23 erano stati liberati dall'Ani mi raglio Lessinge, 6 si fecero Musulmani. Varie donne rimasero libere a Tunisi, e due Bey ebbero per madri; due Caroline.
Nei cinque anni, fra gli schiavi, a Tunisi, si verificarono 117 morti e 95 nascite come attestò Fra' Settimio da Montealboddo, Prefetto Cappuccino e Provicario Apostolico nel Regno di Tunisi e sue adiacenze con due Note estratte fedelmente 1*11 marzo 1803 dal Quinque Libris della Parrocchia.l)
Prezzo del riscatto. Il prezzo del riscatto versato dal Conte Gaetano Pollini in nome del Sovrano pur essendo ridotto sul Trattato stipulato a suo tempo dal Conte di Sant'Antioco, ascese in definitiva alla somma enorme per le Finanze Sarde di allora, a 100.000 Pezzi forti di Spagna (600.000 lire). 2)
*) Archivio di Stato, Cagliari, Segreteria di Stato, Serie II, 1463, foglio 64. 2) Archivio di Stato, Cagliari, Segreteria di Stato, Serie II, 1462, foglio 207.