Rassegna storica del Risorgimento
BARBARESCHI ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno
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1935
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pagina
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589
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I re di Sardegna pel riscatto degli schiavi dai Barbareschi 589
al Capitano del Porto, che il solo della sua famiglia è rimasto nudo, essendogli riuscito di salvarsi, di procurarmi una nota, o relazione del numero delle persone uccise, o predate dai barbari pirati. La sto aspettando e non so se potranno somministrarmela perchè questo misero avanzo d'infelici abitanti si trova soprafatto dal dolore, dalla fame, dal sonno, dalla nudità, e da ogni miseria. Si crede che il numero degli abitanti condotti schiavi in Barberia, da San Pietro, ascenda a quello di 800, e la maggior parte donne e fanciulli, sebbene tuttora nella misera loro situazione questi Isolani non abbiano potuto ritirare i fuggiaschi e vagabondi fra le loro rupi deserte; si presume che sono 200 soli uomini siano stati predati, e poi 450 donne, e 150 ragazzi, ma tutto questo a un dipresso. *)
I Barbareschi approdarono qui la notte del 2, ed al far del giorno fecero il loro sbarco, o per dire meglio principiarono il loro attacco e saccheggio, poiché approdarono all'isola prima del giorno. In questo punto arriva un secondo battello per chiedere medicamenti per cinque feriti, finora sono sei le persone morte che si vanno scoprendo, e fra queste alcune donne che sorprese nel loro letto, hanno voluto resistere alla brutalità dei pirati. Il ViceConsole di Francia si è salvato a stento colla sua famiglia. Il Vice Console di Ragusa e quello di Danimarca non sono stati rispettati: hanno i Barbari avuto particolar rispetto per la casa del Vice Console di Inghilterra. Il sig. cavalier De Candia mi dicono che sia ferito ma non gravemente. Egli è stato assalito in casa ed ha cercato di difendersi, di modo che benché ferito, si è potuto salvare colla fuga. Il suo subalterno cav. Arras è stato anche fortunato salvandosi. La forza dei Barbareschi consisteva in cinque orche Tunisine, un sciabecco, due altre così dette barche, una polacca, ed una galeotta; hanno dato il sacco al paese, e sono partiti la notte stessa per la parte opposta a quella donde noi siamo venuti, e quindi è che noi per istrada non abbiamo scoperto nessuna vela. Mi è stato detto che resteranno a Carloforte mille incirca di abitanti, e rarissime sono le donne che non sono state preda del feroce nemico. Neil' Isola trovandosi questi infelici sprovvisti di vestito non che di ogni genere di sussistenza hanno dovuto metter mano al fromento del Monte Granatico, che la Provvidenza ha voluto che si serbasse per la loro indigenza. Questo Comandante della Fregata ha somministrato i medicamenti richiesti per gli infermi di Carloforte, da quel chirurgo che si è potuto salvare per essere Corso. Il medico e lo speziale sono stati imbarcati, e la Spezieria spezzata e saccheggiata, come tutte le case. Da questa fregata si è pure somministrata della polvere ai Carolini e domani ne avranno pure tutte le pietre da schioppo che potrà levare il Capitano da questo suo bordo. La Parrocchia è stata parimenti spogliata di tutti i sacri arredi, e due sacerdoti che hanno potuto salvarsi della schiavitù non possono celebrare la Messa infinchè Monsignore Vescovo non darà i suoi ordini opportuni.
Il vento è talmente gagliardo ed il mare cosi agitato che non è possibile spedire oggi la lettera a Portoscuso. La fregata neppure si pud muovere da questo porto.
I Barbareschi che si sono evasi da qui la notte scorsa passando come ho detto tra l'Isola Piana e S. Pietro, si dice che veleggino tutt'ora all'altra parte di quest'ultima isola.
Resto all'ubbidienza di V. E. ed ho l'onore di rassegnarmi colla più gran venerazione.
Dal porto di Carloforte a bordo della fregata li 5 settembre 1798.
Il cavaliere Antonio Grondona.
i) Difatto sommarono a 830. Dopo cinque anni di schiavitù ne rimpatriarono 755.
ts