Rassegna storica del Risorgimento
BARBARESCHI ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno
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1935
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pagina
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590
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590 Amerigo Imerani
SECONDA LETTERA DEL CAV. GRONDONA, IN DATA 6 SETTEMBBE 1798.x)
Ieri dopo pranzo mi riuscì approdare a Carloforte ed udire e vedere da vicino tatti i disastri di questi torturati isolani. Sono talmente angustiati dal loro dolore, dalla paura e dalla miseria, che appena sanno riferire la storia dei loro guai. Dicono di aver ucciso circa trenta Tunisini, ed i pochi di questi cadaveri che i Turchi ci hanno lasciato partendo, si sono bruciati. Ho saputo che alcuni dei fanciulli condotti via dai pirati, e che sono morti oppure stati uccisi, si sono trovati nella sponda del mare, comanderò al cav. De Candia oppure al Capitano del Porto di usare riguardo ad essi la stessa cautela e di seppellirli come si fa delle persone sospette di peste. Il guasto e gli orrori commessi dai Barbareschi sono indicibili e non è possibile finora procurarsi una distinta relazione dell'occorso e del numero delle persone fatte schiave. Questo Comandante della. Fregata si mostra sensibile di molto agli insulti fatti dai Tunisini al Vice Console Francese, ed a vari individui di questa nazione. Interpretando le intenzioni di V. E. ho incaricato particolarmente tanto a Portoscuso che a Carloforte, d'interrompere ogni corrispondenza e commercio dall'Isola di S.Pietro cogli abitanti della Sardegna, poiché quell'Isola è in contumacia.
I Carolini aspettano dal paterno cuore di V. E. qualche provvidenza e qualche soccorso per sollevarli nelle loro misere circostanze.
La fregata aspetta che il tempo cambi per mettersi alla vela verso Cagliari. Intanto spedisco la lettera di ieri e la presente con un espresso di Portoscuso ed avrò poi l'onore d'informare l'È. V. più minutamente di ogni cosa.
TRATTATO DI RISCATTO GENERALE DELLA MAGGIOR PARTE DELLA POPOLAZIONE DELL'ISOLA DI SAN PIETRO, OSSIA CARLOFORTE IN SARDEGNA, STATA CONDOTTA SCHIAVA IN TUNISI IL DÌ 8 SETTEMBRE 1798 STIPULATO FRA IL BASSA BEIJ S. E. AMODA E L'ILL.MO SIG. CONTE DI S. ANTIOCO DON GIOVANNI PORCILE, INCARICATO DI S. M. IL RE DI SARDEGNA IL 21 GIUGNO 1799.2)
In coerenza del Progetto di Riscatto Generale della maggior parte della popolazione dell'Isola di San Pietro, ossia Carloforte in Sardegna, stata condotta Schiava in Tunisi, il di otto settembre 1798, e che per mezzo dell'IH.mi Signori Consoli delle Nazioni Europee in pace colla Reggenza, qui residenti, fu spedito in Cagliari, a quel-l'EccelI.mo Signor Viceré, sottoscritto a nome di Sua Eccellenza Amuda Bassa Beij di questo Regno, dall'Ill.mo sig. Jussuf Coggia suo Ministro Guardia Sigilli, sotto data delli 25 settembre del suddetto passato anno, Sua Maestà il Re di Sardegna avendo spedito presso la prefata Ecc. Sua l'Ill.mo signor Conte di S. Antioco Don Gio vanni Porcile, Maggiore di Fanteria, suo incaricato, per trattare a tenore delle Sue intenzioni del Riscatto Generale delli suddetti Carolini, dopo avere il prefato signor Conte di Sant'Antioco presentate le Bue Credenziali, e fatti riconoscere i suoi Poteri, e dopo aver tenuto con Sua Ecc.m0 il Bassa Beij delle frequenti conferenze amichevoli, sono convenati delli patti, ed articoli seguenti, che compongono il presente Trattato.
1) Archivio Biblioteca Comunale di Cagliari, ibid. Per cortesia del Bibliotecario CAV. dott. Michele Pinna.
2) Archivio di Stato, Cagliari, Segreteria di Stato, Serie II, 1462, foglio 201.