Rassegna storica del Risorgimento

BARBARESCHI ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1935>   pagina <593>
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re di Sardegna pel riscatto degli schiavi dai Barbareschi 593
SOMMA TOTALE SBORSATA IN TUNIS PER IL RISCATTO DEI CAROLINI Nota del Segretario di Statol) senza data
Il conto nella vera totale somma effettivamente sborsatasi in Tunis, per il riscatto dei Carolini, nella somma cioè di Cento milla pezzi forti di Spagna, che impor­tano in lire Sarde Duecento novanta quattro mila, combina appuntino colle notizie certe, ed indubitate che appunto in questo oggi ho potuto conseguire da chi ugual­mente, che il Sig. Conte Pollini ne è stato per necessità informato, e si è dovuto sul proposito interpellare.
Il calcolo però della moneta, a raguaglio cioè dei Pezzi forti di Spagna alle Piastre 3 che in questo si ragguagliano, è veramente un po' forte, ma per altro, e ciò per cambio in tutte le Piazze in comercio fisso, e stabilito.
Anche le spese, che si leggono in detto conto sono veramente forti, e forse esor­bitanti. L'interessi finalmente sul quantitativo che supponesi anticipato, non possono a meno, che considerarsi dovuti.
Può quindi positivamente asserirsi, giustamente senza rischio alcuno di verità dirsi, che il Riscatto dei Carolini, è costato al Regno, al Stato, la somma di lire Sarde Trecento sessanta sette milla centotrenta tre, soldi diecisetti e danari sei (367.133.17.6).
LETTERA PASTORALE DI S. E. DL CARDINALE CADELLO, Arcivescovo di Cagliari in data 17 giugno 1803 2).
Diego Gregorio
Per Divina Misericordia
Della S. R. Chiesa Prete Cardinale
Cadello
Arcivescovo di Cagliari
Primate di Sardegna e di Corsica, ecc. ecc.
Al Suo Venerabile Clero, e Diletto Popolo Cagliaritano
Salate e Gaudio nel Signore
Cantiamo in eterno le misericordie del Signore, Fratelli e Figliuoli miei dilet­tissimi.
Sciolti sono alla fine gli infelici Carolini dalle pesanti e dure catene di barbara schiavitù: più non sentono la crudeltà e ferocia d'inesorabili tiranni: non più gemono e si crucciano tra gli stenti, la fame, la crudeltà, ed il rigore: salvi sono dalle violente occasioni di cadere nell'abisso dei vizi, salvi dai pericoli frequentissimi di precipi­tare nell'abbominazione e perdere il prezioso tesoro della Fede nel regno delle tenebre e della menzogna.
fe4 Rasciugato il pianto dalle meste pupille, deposta la squallidezza del volto, sban­dito il timore e lo spavento, compariscono di nuovo nel patrio sospirato lido. Tripudia
1) Archivio di Stato, ivi, Foglio 207.
2) Archivio di Stato, Cagliari, Segreteria di Stato, Serie II, 1463, foglio 53 (prima parte della Pastorale).