Rassegna storica del Risorgimento

BARBARESCHI ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1935>   pagina <594>
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594 Amerigo luterani
quindi di gioia questa nostra Città, che la prima è stata ad accoglierli nel suo seno, e ad accrescere in essi con cortesi uffici la contentezza, ed il giubilo: si consola il Regno intiero, che ha conseguito il frutto della liberale e generosa sua carità: esulta di gaudio la Chiesa, che in certo modo riacquista questi suoi cari figli, che quai nobili atleti colle gloriose insegne di costanza e di vittoria ai teneri amplessi ritornano della diletta Madre.
Tra le pubbliche dunque festose acclamazioni alziamo le nostre palme all'Altis­simo, a Lui tributiamo colla lingua e col cuore il riverente omaggio dei nostri sinceri ringraziamenti, e benediciamo la Divina Misericordia, che in tempi cosi difficili e funestati da continue tribolazioni ci ha recato cosi dolce conforto e consolazione così insospettata. E questo appunto il principale indispensabile dovere, che dee verso Dio compiersi ora da noi, la cui omissione non può non renderci rei della più nera e mostruósa ingratitudine.
Ma ciò non basta, Dilettissimi: vuole Egli ancora, che siamo pur grati a quelli, dei quali la sua Divina Provvidenza si prevalse in terra per dispensare le sue grazie e benefizi. Diamo dunque lode all'esimia pietà all'instancabile beneficenza dell'ottimo del saggio dell'adorato nostro Sovrano Vittorio Emanuele J, che salito appena sul Trono tra le indefesse cure del magnanimo suo cuore al bene dirette ed alla felicità dei suoi sudditi volse il pensiero a questa sì grande impresa, e formò il pietoso disegno di recarla con fervido impegno al più spedito, al più felice compi­mento. Diamo lode all'Augusto Principe di Lui Fratello Carlo Felice amorosissimo nostro Viceré e vero Padre degli afflitti, che compiendo le provvide Sovrane mire, tutti tentò i mezzi conducenti all' intento, superò le difficoltà e gli ostacoli, accelerò con ammirabile destrezza il felice successo della loro liberazione. Impresa questa, il cui eseguimento aveva riserbato il Cielo a gloria di entrambi, e che al tempo stesso la grandezza ci esprime della loro carità e Religione.
Questi sono, miei Dilettissimi, i sensi di vera riconoscenza, che da noi esige un sì fausto avvenimento, ed ai quali ci invitano gli stessi nostri redenti fratelli che nel trasporto della loro allegrezza e cantano inni di laude al Padre della Miseri­cordia, e i giorni benedicono dell'Augusto Monarca, e del Rea! Principe.
Per rendere però i medesimi dal nostro canto più solenni, come appunto richiede la grandezza del benefizio, vi invitiamo e caldamente vi esortiamo a voler concorrere colla devozione più tenera ed affettuosa alla Processione dei 24 del corrente, nella quale sotto là direzione dei Religiosi Mercedari condotti saranno i Redenti, ed accompa­gnati dalla primaria Nobiltà, e da pie persone di ogni condizione e grado sino alla Nostra Primaziale, dove succederà il solenne canto del Te Deumt ed una Orazione analoga al soggetto e circostanze.
Omissis,
Dato in Cagliari, 17 giugno 1803.
f D. G. Card. Cadello, Arcivescovo di Cagliari,
Dalla Reale Stamperia di Cagliari.
Pintor P., Segretario,