Rassegna storica del Risorgimento
"FRUSTA (LA)"; TORINO ; GIORNALISMO
anno
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1935
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pagina
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599
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LA FRUSTA TORINESE DEL 1850
Il 27 marzo 1850 compariva alla luce in Torino La frusta, giornaletto che si pubblica tutti i giorni meno le domeniche, il quale fu per alcuni mesi uno dei periodici più battaglieri e più autorevoli della capitale subalpina.
Il titolo del giornale, che col numero 191 dell' 8 novembre si modificava in La frusta, giornaletto della mattina, che si pubblicherà tutti i giorni meno il lunedì (e ciò per poter dare più sollecitamente alla domenica il rendiconto delle tornate parlamentari del sabato), se serviva a dare prontamente un' idea dell' indole pugnace del periodico, non si poteva dire, in verità, molto originale. Dalla Frusta letteraria del torinese Baretti in poi, quel titolo, si sa, era divenuto molto comune alle pubblicazioni periodiche, sia letterarie, sia politiche; onde, per non far menzione della Nuova frusta letteraria del 1798, risorta poi nel 1820-21, e della Frusta letteraria del 1800, entrambi di Torino, e della Frusta fiorentina del 1849, rivista politica, artistica e letteraria, convien ricordare, per esempio, che solamente nell'anno 1848 uscivano, il 28 marzo, La frusta a Bastia, l'il maggio a Palermo La frusta, giornale seriocomico , e un'altra Frusta, foglio semiserio , il 2 settembre a Roma, e ancora il 5 novembre a Trieste La frusta, giornale né diabolico, né politico, ma critico, umoristico, teatrale, comico, e un pochino poetico e bernesco .
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Essenzialmente politica era invece La frusta torinese del 1850, organo, come ho detto, aggressivo e battagliero, di quel partito liberale moderato, che teneva allora il governo del Piemonte col Ministero D'Azeglio. ...Lasciando a chi spetta e a chi può , conchiudeva l'articolo di presentazione del primo numero, lo amministrare i vari rimedi che sono la educazione e l'istruzione, noi vogliamo intanto usare un revulsivo, un correttivo, La frusta. L'adopreremo con garbo, perché non siamo di quelli a cui piace vedere spicciare il sangue, né di quegli altri che vorrebbero ridurre l'uomo a stato di cadavere o di bastone* Siamo, a dirvela in confidenza, buoni diavoli di moderati. Uh! moderati !... Si, sì, moderati; ma anche su questa parola bisogna spiegarsi e poi finiamo. Moderati, ma liberali moderati; non assolutisti moderati; siamo conservatori, ma del buono, non già del cattivo; conservatori dello Statuto, non già del foro ecclesiastico; progressivi, ma non rompicolli. Siamo di quella specie a cui i Mazziniani affibbiarono il nome di codini, e che gli assolutisti ora, che non hanno più paura di quelli,