Rassegna storica del Risorgimento

"FRUSTA (LA)"; TORINO ; GIORNALISMO
anno <1935>   pagina <600>
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600 Luigi Piccioni
chiamano di nuovo rivoluzionari e scismatici; siamo insomma della specie che suole essere bastonata da destra e da sinistra,
Or vedete se siamo buoni diavoli. Invece di adoperare il bastone, ci contentiamo di usare un poco di frusta. Si guardi chi tocca .
La frusta è dunque il portavoce dei conservatori torinesi, ma non dei conservatori che amano i privilegi, la censura, la domi­nazione straniera, i colpi di Stato, i governi dispotici. H vero conservatore, si legge nel n. 13 dell'11 aprile, è nemico di tutti i privilegi ed ama l'uguaglianza civile. Ei sa che la stampa si corregge colla stampa... che i governi stretti hanno sempre allargata la porta alle rivoluzioni. Il vero conservatore detesta la dominazione straniera, perchè è illegittima, anticristiana ed è la più grande delle ingiustizie e delle miserie umane. Il vero conservatore conserva innanzi tutto la fede giurata, riconosce la sovranità della legge e non consiglia né predica mai attentati contro quella. Il vero conservatore infine fa opera continua di riformare gli ordini ed istituti umani, asseconda la pubblica opinione e la dirige al fine di dare all'uomo tutta la maggior somma di libertà che sia possibile nello stato di convivenza armonica; quella somma di uguaglianza che non distrugga la libertà di ciascun uomo; ed il maggior benessere possibile ai più col minor sacrificio possibile dei meno... . E conchiudeva: Certi sedicenti conservatori rovinano la causa della libertà, dell'uguae glianza, dell'ordine civile, la causa del principato costituzionale .
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Anima della Frusta era Luigi Carlo Farmi, venuto esule a Torino da Roma, dove nel 1849 aveva perduto il posto di direttore generale della salute pubblica, che gli era stato affidato da Pellegrino Rossi. nelle colonne della Frusta il Farini diede tali prove delle sue qualità di scrittore politico e di polemista, che, come è noto, il Cavour, quando nel­l'ottobre del 1850 fu chiamato al Ministero dell'Agricoltura, al posto di Pietro di Santarosa, lo volle prima redattore e poi direttore del suo Risor­gimento. Né v'era bisogno che i suoi articoli fossero firmati, come afferma erroneamente il Rava*), per riconoscervi alla prima la logica acuta e ar­guta e la serena e salda energia della penna del Farini. In ogni numero della Frusta infatti sono articoli e puntate polemiche, ora contro i gior­nali sanfedisti e reazionari, come VArmonia, lo Smascheratore, la Campana, VOsservatore Romano, il Cattolico di Genova, il Carroccio di Casale; ora
J) L. BAVA, TI carteggio di L. C. Farini, eoe, in Nuova Antologia, 16 novem­bre 1913.