Rassegna storica del Risorgimento

"FRUSTA (LA)"; TORINO ; GIORNALISMO
anno <1935>   pagina <603>
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La frusta Torinese del 1850 603
che dicevano retrograda, bigotta e nemica della libertà dei popoli; mi ricordo che sacramentarono di non permettere ad alcuna potenza di entrare in casa d'altri per guastarne i fatti; che stamparono sui giornali e fecero rodomontate d'ogni genere: poi, quando nel 1831 il centro d'Italia tentò novità, lasciarono entrarvi i soliti vecchi amiconi e non si mossero. Poi mi ricordo che un anno dopo i francesi si mossero e ne vennero ad Ancona tre o quattro mila e fecero baldoria prima coi liberali, poi coi papalini che fucilavano i liberali e portarono in fatto la libertà a papa Gregorio di fare del suo pecus quello che più. gli pia­ceva. E l'articolo finisce con questa conchiusione italianissima e profetica, che merita d'essere conosciuta e che dà l'idea della nobiltà dei sentimenti che animavano la coscienza politica di quei redattori: Insomma per me che ho tutte queste memorie in testa, non mi ci vuole entrare che le rivoluzioni di Francia siano il tocca e sana dell'Ita­lia... Io me ne sto a Torino... E ci sto col mio pregiudizio di non aspet­tarmi nulla di buono da nessuno straniero, e di non sperar nulla dalle rivoluzioni e dai mutamenti francesi; ci sto colla mia fede che questa libertà piemontese (come io la chiamo e di cui ho il torto d'essere innamorato) sarà un esempio utile al resto d'Italia più di tutte le propagande; e che se gl'Italiani saranno forti, concordi, longanimi, perseveranti, e uniranno di far l'amore colla Francia e faranno un po' più all'amore coli' Italia, i destini di questa miglioreranno, e coli'aiuto di Dio si compiranno .
E appunto perchè la libertà piemontese potesse giovar con l'esempio al resto d'Italia, ecco la Frusta difendere il Piemonte, calunniato nel suo governo dal centro e dal mezzogiorno d'Italia. Voi predicate , si legge nel n. 30, che il Piemonte è un inferno, che i piemontesi sono un'orda d'empi e di selvaggi, che i governanti son ministri di propa­ganda. Ma tutto il mondo sa che qui si commettono molto minori e men frequenti delitti che in quegli Stati che sono la delizia vostra; ognun sa che il buon senso del popolo, la fede ed il valore del Principe, le istituzioni libere del Piemonte, sono presidio potente contro le rivo­luzioni, e che dove non bastassero abbiamo nerbo di armata nazionale, e non necessità di prendere a prestanza perfino la forza materiale. E voi dite che il Governo fa la propaganda? Sapete quale specie di pro­paganda ei fa ? La propaganda del galantomismo, la quale frutta come frutta ad ogni privato uomo, che mantenendo le sue parole, non dando fastidio altrui, rispettando gli altrui diritti, l'altrui libertà, e facendo il proprio dovere, acquista buon nome e credito, vince le invidie e le ini* micizie, è rispettato ed è al caso soccorso ed aiutato. Ora se questa specie