Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLEONE III
anno
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1935
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pagina
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613
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Appunti e notizie 613
Il Museo, oltre ad essere una raccolta di scritti, documenti e oggetti rilevantissima, raccoglierà anche in deposito tutte le bandiere dei disciolti reggimenti provvisoriamente ospitate a Castel Sant'Angelo.
Le bandiere saranno per l'occasione ribenedette perchè alla consacrazione civile del Museo fa riscontro la consacrazione cristiana con la creazione di una cappella destinata al culto: opera alla quale attende lo stesso Armando Brasini, coadiuvato da Giulio Bargellini, e che risulterà ricca e solenne.
L'ingresso al Museo si aprirà sul fianco del Vittoriano prospiciente il Foro di Cesare: la facciata, immaginata con ampio portale dall'architetto Brasini, si innesta con larghi elementi a tutto il complesso basamento e rievoca nella pienezza della struttura e delle arcate e nelle nicchie le forme dell'architettura romana fuse a quelle del San-gallo: e dalle sale destinate alle raccolte illustrative della storia delle progressive conquiste della indipendenza nazionale, con gli elementi documentari del riscatto e con le vive testimonianze dei moti patriottici, si salirà al sacrario delle bandiere, mèta e apoteosi del sogno compiuto.
Nei giorni di grandi manifestazioni e di maggiore affluenza di popolo, a tale sacrario si potrà accedere anche direttamente dal Foro Italico, passando per le due porte di bronzo che sono ai lati dell'altare della Patria.
La sala delle bandiere ha la forma di una lunga e severa galleria: il pavimento a marmi colorati era stato già disegnato dallo stesso Sacconi: le bandiere troveranno posto precisamente negli ampi nicchioni che si susseguono lungo una delle due pareti maggiori con base di porfido e decorazioni di bronzo. Sull'altra parete verranno sistemati due cimeli significativi: la riproduzione della Corona ferrea, che fu già offerta a Vittorio Emanuele II e la spada donata a Vittorio Emanuele III al glorioso compimento della grande guerra.
La cappella sarà a croce greca: nel centro, l'altare, costituito da un blocco di pietra del Grappa. Nella nicchia di fondo, un'immagine di Gesù in mosaico di Giulio Bargellini. Ogni altra decorazione sarà in pietra: in pietra del Carso.
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a LA STORIA E LO STATO IN UNA CONFERENZA DI PAOLO ORANO. Un gran pubblico di autorità, di signore, di professionisti, di professori e di studenti ha affollato la sera del 31 gennaio u. s. l'Aula Magna dell'Università per ascoltare l'attesa conferenza dell'on. Paolo Orano, tenuta per iniziativa del nostro Comitato torinese e dell' Istituto Fascista di Cultura. Erano presenti S. E. il gen. Ago, comandante designato d'armata; i senatori Casoli, Cian, Rebaudengo; S. E. Muggia, procuratore generale; il vice-segretario federale conte Rossi di Montelera. l'on, Bardan-zellu, presidente del Comitato torinese della Società per la Storia del Risorgimento, e il prof. A venati, presidente dell' Istituto Fascista di Cultura.
Prima di iniziare la dotta conferenza, l'on. Orano rivolse, tra vivi applausi della sala, un caldo saluto al nuovo Ministro dell'Educazione Nazionale S. E. De Vecchi di Val Cismon.
Tutto lo svolgimento del tema propostosi da Paolo Orano parte dal criterio di considerare il passato storico dal punto di vista della concezione fascista: guardare cioè il passato misurandolo dalla definitiva realizzazione di una società nello Stato compiuta in Italia dal Fascismo. Questo originale punto di partenza permette all'oratore una revisione del tutto originale dei due grandi problemi, quello della sostanza e della entità del fatto storico, quello dello Stato. Perchè Paolo Orano si pone l'argo -mento se si possa considerare storia un qualsiasi periodo di esistenza che sia privo dello sforzo verso lo Stato. Di qui nasce una diversa considerazione di ciò che si chiama civiltà, civiltà senza realizzazione concreta di Stato, fenomeno che dà modo all'oratore di giudicare ben diversamente di quanto si sia fatto sinora il periodo
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