Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLEONE III
anno <1935>   pagina <614>
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614 Appunti e notizie
famoso dell'ellenismo caratterizzato dall'eccesso del pensiero, dall'abuso del filosofare sullo Stato che esaurisce ogni possibilità e capacità a costruire lo Stato.
In sostanza Paolo Orano non è alieno dal porre Roma e la formazione della giuri­dicità romana alle origini della storia propriamente detta e dal considerare lo Stato come creazione esclusivamente romana. In quel momento la storia comincia ad avere una sostanza e lo Stato diventa ragione e scopo della storia. In Roma la storia cerca
10 Stato e ve lo cercano e lo trovano il diritto e la religione che diventa storica perchè assume forma di Stato: la Chiesa.
Conquista e rivoluzione sono i due modi dinamici distruttori ed innovatori del divenire storico. Il medio evo è tutto rivoluzionario sotto forme diverse sino alle più mistiche. In realtà la storia d'Italia comincia dalle Crociate. Col Mille nasce la nostra cronaca, si forma la nostra lingua, si apre il versante italiano delle vicende sociali politiche ideali artistiche. I fermenti si inalveano in Firenze, dove dal Trecento la storia vive con ruenza e fecondità meravigliosa e le genti si accaniscono nella impresa del migliore Stato. L'esperimento della conservazione è fatto da Venezia, che alla sua costituzione di Stato deve i suoi otto secoli di vita, di gloria, di ricchezza, di potenza, di sopravvivenza; quello della rivoluzione da Firenze, che dal ciompismo del 1378 arriverà all'instaurazione prima repubblicana, poi monarchica d'una dinastia di commercianti.
Tutta la storia d'ora in poi cerca nello Stato il migliore, l'ideale, il perfetto e ci si convince che storia è veramente processo d'integrazione statale. Di conseguenza le rivoluzioni moderne, la Riforma tedesca, le due rivoluzioni inglesi e il cromwel-lismo, la rivoluzione francese, sono le fasi intensive del divenire storico verso lo Stato.
11 secolo decimonono è il secolo dello Stato discusso nei parlamenti, del potere alla mercè dei partiti.
Gli esperimenti eccessivi, quello della conquista con la guerra, quello del bolsce­vismo, pongono finalmente il principio d'autorità nella condizione di estrema difesa. Tentativi e teoriche impazzano ed è ancora la disciplina patriottica insegnata dalla guerra che diventa la tavola di salvezza dello Stato.
Dalla tremenda esperienza esce il Fascismo che s'impersona nello statista dalla volontà imperterrita, Benito Mussolini. Con Lui l'Italia inaugura in Europa e nel mondo una impresa inaudita: quella di far coincidere storia, rivoluzione, religione, interessi sociali nello Stato, restaurando, o, meglio, instaurando il comando, ossia il principio di autorità.
Qui Paolo Orano assurge ad una interpretazione novissima della funzione e della missione dello Stato. Il Fascismo, egli dimostra, emancipa lo Stato , dalle forze pesanti,, dall'economia, dal dottrinarismo, dal frammentarismo delle ideologie dei partiti. Lo Stato diventa lo scopo e ad un tempo l'ideale della Nazione, con tutta la sua storia, la meravigliosa opera d'arte dell'umanità di una patria. Si frena lo sbanda­mento della società, le si dà una precisa ragione di vita e di progressi, si innalzano l'attività e la capacità individuali a partecipi di una costruzione armoniosa che mol­tiplica e nell' individuo e nella collettività le energie fattrici di storia nuova.
Questa originalissima interpretazione fascista dello Stato che si emancipa dalla influenza dei medesimi dai quali prendeva nel passato spinta e motivo, riuscì profondamente suggestiva nel pubblico. Nei punti più significativi, esaltanti la con­cezione e la prassi dello Stato fascista, l'oratore fu interrotto da applausi vivissimi, e un'ovazione vibrante ed entusiastica salutò la fine della smagliante conferenza.
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ALBERTO DALLOLIO E VITTORIO FIORINI COMMEMORATI A PIA­NORO* Togliamo dal Resto del Carlino del 18 febbraio u. s. : < Ieri mattina le Camicie nere ed il popolo di Pianoro, per iniziativa del Podestà, hanno tributato solenni