Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLEONE III
anno <1935>   pagina <615>
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Appunti e notizie 615
onoranze alla memoria di Alberto Dallolio e Vittorio Fiorini in occasione dello scopri­mento delle lapidi dedicate ai due cittadini di elezione per ricordarne la vita esemplare e le benemerenze.
La splendida giornata favori le cerimonie, semplici ed austere, alle quali parte­cipò anche molta popolazione delle borgate e dei Fasci vicini, nonché le rappresentanze ai Bologna.
Pianoro, tra la cerchia delle colline scintillanti di neve recente nel sole, s'era garrivano con bandiere ad ogni casa. Al balcone del Municipio ed alla casa del Fascio parata il tricolore ed il gagliardetto littoriato. Faceva servizio la fanfara del Fascio.
Alle ore 10 giunsero da Bologna i parenti del sen. Dallolio e di Vittorio Fiorini e le autorità ricevute in Municipio dal Podestà e dal Segretario del Fascio. Alle 10,30 nella chiesa arcipretale fu celebrata la messa cui assistette anche una immensa folla di popolo in religioso raccoglimento. Terminata la funzione religiosa, si forma il cor­teo, che, preceduto dalla fanfara e dalle organizzazioni del Partito, Camicie nere, Balilla, Giovani italiane e Sindacati si reca alla Casa del Fascio, dove ha luogo la celebrazione. L'ampio salone e la galleria non poterono contenere la, moltitudine, sì che più di un migliaio di persone si pigiarono nei corridoi adiacenti e nella piazza prospiciente la Casa del Fascio.
Prima di cedere la parola all'oratore designato, camerata Sebastiano Sani, il podestà di Pianoro, Carlo Robot ti, lesse le numerose adesioni pervenute. Avevano aderito alla commemorazione del sen. Alberto Dallolio e del prof. Vittorio Fiorini, il generale senatore Alfredo Dallolio, i senatori professori Leicht, Flora e Todaro; il primo presidente Dagnino, il proc. gen. Bartolini, il comandante della Legione dei Carabi­nieri che s'era fatto rappresentare dal ten. Conioli; il generale Borghi, il prof. Albano Sorhefli, il Podestà di Loiano, ing. Luigi Peli; il rag. Cevenini ed altri. Tra i presenti notammo, oltre i parenti e gli intimi delle famiglie Dallolio e Fiorini, il commendator Frank De Morsier in rappresentanza di S. E. il Prefetto; il colonn. D'Alanno, per il Comando del Corpo d'Armata; il gen. Testi Rasponi, in rappresentanza del podestà S. E. Manaresi; il dott. Carlo Sorelli, in rappresentanza del Preside della Provincia; il prof. Cocchi e la direttrice signorina Serra, per la Scuola Fiorini ; l'ispettore cavalier Ratti, anche per il Provveditore agli Studi; il Podestà di Monghidoro, il prof. Alberto Giovannini, il prof. Bergamini preside della Scuola Marconi con una rappresentanza di insegnanti; il prof. Vittorio Neri, il dott. Manservisi ed il cav. Mazza per le Colonie scolastiche; il prof. Branchini direttore didattico, il cav. Tarozzi, il dott. Bernardi e molti altri.
a II Segretario federale aveva aderito con una nobile lettera facendosi rappresentare dal Segretario del Fascio di Pianoro.
a Dopo aver letto le adesioni che sono accolte da applausi dalla folla imponente, il Podestà di Pianoro cede la parola all'oratore ufficiale.
tf II camerata Sebastiano Sani ha parlato circa un'ora avvincendo l'uditorio con la sua maschia e Colorita parola. Egli ha illustrato la vita e l'opera del senatore Dal­lolio mettendone in evidenza la integrità morale che dava valore alla genialità del* l'amministratore coraggioso ma oculato ed antiveggente. Assieme con la vita pubblica spesa con esemplare patriottismo per il prestigio di Bologna e la prosperità di Pianoro, ch'ebbe particolarmente diletta, Sebastiano Sani, illustra con appassionato esame gli studi umanistici e Btorici del grande cittadino che credette sempre nei destini d'Italia, e incito all'opera tutti, massime nei momenti di maggiore bisogno. Con felice intesi, l'oratore ricollega la figura del Dallolio, a quella non meno cara e benemerita di Vittorio Fiorini, mostrando come l'uno e l'altro, avessero attinto dal Carducci il senso umanistico eia fiamma d'ardore con che misero ingegno e fatiche a servizio della Patria.
A tante fonte di virtù, dice l'oratore, concludendo il BUO magnifico discorso, si accostino i giovani, perchè Dallolio e Fiorini rappresentano ciò che della tradizione del risorgimento e del sapere è arrivato intatto sino al prorompere della Rivoluzione.