Rassegna storica del Risorgimento

VENERUCCI GIOVANNI
anno <1935>   pagina <617>
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Appunti e notizie 617
pubblico, un ciclo di conferenze divulgative del pensiero mazziniano e della storia del Risorgimento, per iniziativa e sotto gli auspici del Comitato di Genova della Società Nazionale per la Storia del Risorgimento.
Il valente studioso esamina la concessione storica che Giuseppe Mazzini, giovane, dedusse sovra tutto Emanuele Kant, da cui trae origine l'orientamento idealistico. Respinse invece il post-kantismo, e sottopose a severa critica l'eheglismo.
Dalla dottrina, la fede in una missione di verità, senza transazioni, senza reti­cenze, senza servilità al passato, senza riverenza agli errori soltanto perchè commessi dai nostri padri, missione rivoluzionaria di rigenerazione nazionale e miglioramento popolare, insomma di vero progresso sociale.
Questa concezione, che spingerà Mazzini sulla tribolata via dell'apostolato e del martirio postula la fede in Dio, la cui unità, secondo le parole stesse del Mazzini, si trasfonde e si riproduce in tutta la creazione e genera necessariamente una legge, un pensiero, uno sviluppo continuo, una missione, un intento, un interprete, un'umanità, quindi necessariamente un'arte, una filosofia, una politica, una religione, della quale tutte le arti le filosofie le epoche civili le religioni non sono che evoluzioni, fasi manife­stazioni progressive, transitorie, divine ad un tempo ed umane tutte .
a Dio, che è non immanente ma trascendente, ma però, badiamo, non è neanche il Padre nostro che sei nei cieli . Il Dio dei cristiani ha scritto Mazzini stesso non è il mio Dio; esso è il Dio della fanciullezza del genere umano .
Fissato il credo , ecco le deduzioni. La nazione, precisamente come gli individui, deve tendere al proprio perfezionamento, allo sviluppo ordinato delle peculiari sue facoltà e dell'attività sociale.
a Quali sono i mezzi per raggiungere tale fine? Egli non esita ad additare l'associa­zione, vincolo potente a moltiplicare le forze; associazione stretta fra eguali in diritti e doveri indispensabile per realizzare una armonia nei lavori, una cooperazione generale nella nazione e fra le nazioni nell'umanità.
s II prof. Codignola, avviandosi alla conclusione, ravvisa in Mazzini uno dei più
grandi maestri di vita. La mèta da lui genialmente additata deve essere raggiunta,
traducendo in realtà, come ora l'Italia sta facendo, il religioso credo mazziniano.
a La fine della conferenza, che ha confermato la vasta coltura e l'acuto ingegno
del Codignola, è stata coronata da prolungato applauso .
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PER IL RITORNO IN PATRIA DELLE CENERI DI GIOVANNI VENE-RUCCI. Togliamo dal Corriere Padano del 10 febbraio u. s. questo breve articolo del nostro collaboratore G. C. Mengozzi. La Rassegna si associa pienamente alle nobili parole. Giovanni Venerucci ritorna. Cosi ha stampato, santamente, il Corriere Padano .
a L'Italia fascista dalle trincee di Vittorio Veneto, non poteva mancare di onorare uno di coloro che vagheggiarono la grandezza e l'unità della patria offrendosi ad essa in olocausto.
È un atto di civismo e di giustizia quello compiuto dal podestà conte ing. Guido Mattioli, e quest'atto, che solo un combattente poteva sentire e compiere nella sua purezza, cancella la ignominiosa dimenticanza che la città ha avuto di questo suo forte e generoso figlio per ben 91 anni 1
Fin dal 1867 Venezia volle le ceneri dei suoi martiri, e le reliquie dei fratelli Ban­diera e quelle di Domenico Moro, tornarono trionfalmente nella città delle lagune, monito ed esempio per i coetanei ed i posteri 1
Perugia nel 1868 raccolse quello di Domenico Lupatelli e nel 1910 Frosinone, Lugo, Bagnacavallo e Licciaua trasportarono amorosamente quelle di Nicola Ricciotti, di Giacomo Rocca, di Francesco Berti e di Anacarsi Nardi.