Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1935
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pagina
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619
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Appunti e notizie 619
generale Durando, comandante il Corpo d'operazioni, che ordinava d'innalzare bandiera bianca. Era l'annunzio della tregua di Dio.
H capitano Baldini si recò dalla contessa Scrofa per chiederle un drappo bianco. La patriottica Signora gli porse un tovagliolo di tela di Fiandra che inalberato su di un'antenna, biancheggiò a simbolo di pace sulle barricate sanguinanti .
Il messaggio è custodito dalla figlia del capitano Baldini, contessa Innocenza! Baldini-Semprini di Rimini e dice testualmente: Vicenza, 10 giugno 1848, ore 8 3/4 Non essendo più tenibile la posizione, Mia innalzerà bandiera bianca.
Durando .
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ANCORA SUL DIZIONARIO DEL RISORGIMENTO ITALIANO DEL ROSI. Nelle osservazioni di V. Moccagatta nel primo fascicolo di quest'anno della Rassegna (pag. 109-110) mi si attribuisce la compilazione integrale della parte che riguarda la Marina. In realtà io ho compilato, e nel volume dei Fatti e in quelli delle Persone, moltissime voci riguardanti la Marina, ma molte sono state pure compilate da altri collaboratori e in esse io non ho avuto alcuna ingerenza. Ogni voce è stata assegnata dal Direttore dell'opera, il compianto prof. Michele Rosi, e quindi non ricade sugli autori singoli la responsabilità delle eventuali omissioni e della varia estensione delle voci in relazione alla loro importanza.
Ma la voce Càorle non è stata già compilata da me, bensì da altro autore (voi. 1, pag. 160), il quale appunto afferma quanto il M. crede giustamente inesatto. Ai fatti di Càorle nel giugno del 1848 ho accennato bensì anch'io, sotto le voci Daino (I, 313) e PeUion di Persona Carlo (III, 823-831), ma io non ho detto a chi spetti l'iniziativa del primo attacco, e quanto alla data del secondo, che è il 1011 per l'autore della voce Caòrìe, ho dato tra parentesi, in ambe le voci, le due date del 10 (e quindi 11) e del 12 (e quindi 13), in causa delle discordanze trovate nelle note opere del Randaccio, del Benko von Boinik, del Prasca e del Guerrini, per tacere delle secondarie e delle meno autorevoli. In nessun'altra voce da me compilata si accenna a quei fatti nel modo dal M. criticato.
Mi associo invece al M. nel deplorare che nella voce Guerra 1848-49 (1,477-485) non sia stata trattata la parte marittima, ma al compilatore di quell'articoloe e non a me prego il M. di rivolgere la sua osservazione.
Quanto poi all'incisione rappresentante erroneamente il brigantino sardo Daino a con un enorme fumaiolo che certo non ha mai avuto , sarà bene sapere come la scelta delle incisioni sia stata fatta dalla Casa editrice, che usò del suo diritto contrattuale senza chiedere il parere dei vari collaboratori, se ciò mi è lecito affermare inducendolo dal fatto che io almeno non sono mai stato interpellato in proposito.
Concludendo, prego il M. di attribuire a ciascuno il suo, il che gli sarebbe già riuscito facile se avesse soltanto Ietto il nome del collaboratore in calce a ciascuna voce. À me bastava notare come delle osservazioni del M., dopo la presente rettifica, non rimane per quanto riguardava il sottoscritto assolutamente più nulla.
Noterò infine che del suo articolo nella Rivista di Cultura Marinara del marzo-aprile 1934 né a me né ad altri collaboratori era possibile tener conto, giacché tutti e tre i volumi sinora pubblicati del Dizioìtario sono anteriori a quella data.
E chiudo dichiarando che l'affetto che anche me lega al mare ed a tutte le imprese che ad esso si riferiscono non è inferiore a quello di alcun altro.
Milano, 21 marzo 1935-XIIL
GIULIO C. ZÌMOLO