Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1935
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pagina
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621
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LIBRI E PERIODICI
ANTONIO ZIEGER, Penombre massoniche settecentesche; estr. dall'Archivio per VAlto Adige, a. XXIX, 1934-XII, P.
È il quarto contributo dedicato dall'A. allo studio del travaglio unitario della nazione attraverso il contatto culturale di alcuni antesignani, che, mediante la solidarietà settaria, dovevano perseguire e maturare quel programma di umana fratellanza non disgiunta da una maggiore giustizia etnica, che fra le Alpi della Venezia Tridentina doveva assumere aspetti di speciale interesse. Anche Bolzano, centro di intensi rapporti commerciali, non poteva sottrarsi all'influsso delle nuove teorie enci-clopedistiche; a quella città affluivano per i loro traffici molti aderenti a varie forme di società clandestine, che disperdendosi poi nelle varie parti d'Europa, mantenevano i vincoli della fratellanza universale. Vi si manifestarono cosi per tempo varie correnti ideali a carattere segreto, le quali resero possibile lo sviluppo di una associazione segreta fra le classi colte del luogo, di cui fu l'anima il banchiere F. D. Gummer. Dedicatosi fin dalla gioventù alla conoscenza delle scienze occulte, entrò fra i Rosacroce, predisponendo la maggior diffusione di tale principio nella regione: entusiasta dei principi egualitari, fondò una regolare loggia a Bolzano (1780), in relazione colle sorelle rosacrociane di Vienna e di Monaco, divenendone venerabile. Convinto fautore della forma cabalistica e magica dell'Ordine dei fratelli asiatici dell'Ecker, la loggia bolzanina doveva adottarne la forma e formare pure il polo meridionale di una rete occulta, che attraverso l'Europa centrale raggiungeva il versante meridionale delle Alpi. L'A. riporta e in parte riproduce curiosi documenti e simboli, che servivano in quella loggia ai riti ed agli scongiuri degli iniziati. U Gummer fu in relazione coi principali rappresentanti dell'occultismo, e i suoi confratelli di Bolzano spesso intervenivano a favore di quelli minacciati, come ne è prova la generosa assistenza data ad alcuni esuli forzati da Venezia dopo la distruzione della loggia locale, i quali trovarono a Bolzano larga ospitalità e generosi aiuti. Però l'attività segreta del G. in un ambiente piccolo e maldicente, doveva suscitare i sospetti del clero e del popolo: per evitare guai, la loggia così fu dichiarata chiusa nel novembre 1783, pur egualmente continuando le sue sedute in altre più segrete sedi; il circolo cabalistico rosacrociano continuò dunque ancora, anzi nel 1789 ebbe una visita del Cagliostro. Quel circolo discuteva e trattava pure i problemi attuali, essendo tutti gli affiliati legati alla loro città da interessi economici riguardanti il magistrato mercantile e la vita locale. Il G. per sottrarsi alla reazione imperante e poter essere anche più utile alla città natale, si trasferì nel '91 a Vienna, rimanendo però sempre il capo della loggia bolzanina. Dopo il trionfo della rivoluzione francese e l'affermazione della sua forza, sorsero opposizioni ad ogni forma di attività politica; la zona atesina fu una delle prime ad accogliere il lievito della propaganda. Mentre tale trasformazione avveniva, il G. cessava di vivere a Vienna (1794), senza aver potuto distruggere le carie che egli aveva con sé. Uno dei suoi amici, credendosi minacciato, svelò l'attività massonica del morto, indicando pure il modo migliore per venire in possesso delle sue carte a Vienna ed a Bolzano. La perquisizione. Bubito ordinata diede nella prima città i risultati sperati, nessun esito invece ebbe nella Bcconda. Caddero così nelle mani della polizia, la vasta corrispondenza del G., le prove della sua azione a favore del magistrato bolzanino, come pure di una complicità settaria fra gli impiegati governativi per
i) ,a propaganda delle Società Segrete nel Trentino (1924); I Franchi Muratori del Trentino (1925); Bagliori unitari e aspirazioni nazionali, 1751-1797 (1933).
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