Rassegna storica del Risorgimento

LETTERATURA ; MERCANTINI LUIGI
anno <1935>   pagina <624>
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Libri e periodici
addentrandosi invece nella lettura del libro* che è suggestivo ed intelligente. Non vi è ombra di preoccupazioni deterministiche nel pensiero del Greenfield. Attratto allo studio di Giuseppe Mazzini dal fascino di una personalità a cui è difficile resistere , questo autore vide sorgere davanti a sé una serie di problemi che si possono riassumere in questo: su quali forze si fondò la realizzazione di quel programma unitario che il Mazzini profeta aveva sognato e voluto ? Gl'ideali del Mazzini dice il Greenfield erano una luce nel cielo : che cosa consentì a questa luce di scendere dal cielo in terra e di animare, in terra, uomini e cose, indirizzando gli uni e le altre verso una comune realtà ? La storiografia del Risorgimento (e ch'egli ben la conosca è pure provato da una bella rassegna da lui pubblicata nell'ultimo fascicolo deljournal ofModem HistoryS non dà ai suoi interrogativi una risposta che lo soddisfi; orientata in prevalenza verso lo studio di motivi ideali, di fazioni, di personalità o di partiti in cui gl'interessi settari o patriottici che via via la dominarono andaron trovando una loro giustificazione ed identificando se stessi, essa non sempre curò un approfondimento inteso a dare mag­gior sostanza e colore alle idee sul nazionalismo italiano e sul substrato sul quale Cavour ed i suoi colleagues basarono il loro successo . Opere come quella del povero Prato su Fatti e dottrine alla vigilia del 1848: VAssociazione agraria subalpina e C. Cavour non furon certo indesiderate nella storiografia del nostro Risorgimento, ma non comparvero mai. Il Greenfield ne avverte l'utilità, sa di mancare, nella sua qualità di non Italiano, di quell'intimo istinto per la materia trattata che è prezioso nell'indagine storica, ma reca dal mondo anglosassone, a cui appartiene, un gusto assillante per il concreto ed una mentalità che chiamerei tipicamente realistica se non temessi di svuo­tarne il contenuto o di restringerne la portata.
Il suo libro potrebbe recare un titolo d'azegliano. La storia delle cospirazioni e delle sommosse vi è lasciata da parte per seguire invece le cospirazioni a luce aperta, gli sforzi palesi compiuti in una parte d'Italia soggetta allo straniero per dar vita ad idee e ad istituzioni su cui potè costituirsi l'indipendenza del paese . Questa parte d'Italia è la Lombardia; e per varie ed evidenti ragioni il Greenfield inizia di là le sue indagini destinate ad estendersi gradatamente a tutta quanta la penisola e per un giro d'anni più vasto. La regione era infatti la più grande parte d'Italia soggetta all'Austria; la sua ricchezza e la sua tendenza al progresso la distinguevano fra tutte le altre; la sua capitale, Milano, era centro di un movimento giornalistico liberale a cui faceva capo Finterà penisola; per essa più che per ogni altra regione d'Italia si sentiva il bisogno di un libro come questo, che non era mancato al Piemonte, ma che tuttora manca per il resto del nostro paese; e chi ne volesse una prova potrebbe presto trovarla sfogliando un volume abbastanza recente che uno studioso inglese, G. F. H. Berkeley, ha dedicato all'Italia fra il 1815 ed il 1846 (Italy in the making, Cambridge University Press, 1932). Ciò che sta a cuore al Greenfield vi manca completamente: assente vi è il mondo social-economico; ed i pochi dati relativi alla popolazione che pur vi s'incon­trano nulla dicono dello sforzo che l'Italia andava allora compiendo.
V*è poi un tacito motivo di affinità che contribuì indubbiamente a concentrare gl'interessi del Greenfield sulla regione lombarda. Questo americano vive a suo pieno agio fra gli scolari del Romagnosi, tanto dominati dai principi di un pratico utilitari­smo da identificare il benessere sociale con la giustizia e l'economia pubblica con le finalità della morale. Più che, per esempio, un Vincenzo Cuoco, FA. appar tagliato a comprendere un Correnti o un Cattaneo e a star in dimestichezza con loro fra gli Annali di Statistica e la Rivista Europea.
I termini entro cui si svolge la ricerca sono compresi fra due date: il 1814 e le cinque giornate del '48: la Restaurazione ed il subitaneo balzo dall'apparente inerzia ed immaturità politica all'azione eroica ed autonoma. Il Greenfield si cura di rintracciare gli anelli che congiunsero i due eventi e le due date e di ricostruire le fasi attraverso cui si svolse l'evoluzione di questo trentacinquennio, tutto fervido di opere e tutto ani­mato da un progresso continuo. Per ciò egli interroga riviste e giornali, ne segue lo