Rassegna storica del Risorgimento
LETTERATURA ; MERCANTINI LUIGI
anno
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1935
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pagina
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625
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Libri e periodici 625
svolgersi del contenuto e l'ampliarsi della sfera d'azione, svolgersi ed ampliarsi che son messi in eccellente evidenza, ma che riflettono a loro volta il parallelo progresso della classe borghese di cui questa stampa esprimeva interessi e ideali. H Greenfield è quindi costretto a rifarsi alle condizioni economico-sociali del paese: ecco il titolo, ed ecco la prima parte del libro, prima parte che, mediante lo studio dell'agricoltura, del commercio e dell'industria della regione, mette di fronte ad uno sviluppo progressivo il quale accentua sempre di più l'esasperazione della classe borghese nel reclamare l'ampliamento e la moltiplicazione dei suoi mezzi di produzione e di scambio, cioè delle fonti della ricchezza.
Le tre parti del libro: Economia, Giornalismo, Movimenti d'idee, risultano adunque collegate dalla stessa unità della materia. Lo specialista troverà certo da obbiettar varie cose all'Autore. Ad esempio, nella prima parte, lo storico dell'economia potrà trovare inadeguata l'attenzione dedicata al problema delle comunicazioni, potrà lamentare l'assenza di dati relativi al mercato monetario, alle condizioni ed al regime del credito, come a certi aspetti peculiari del movimento della popolazione (quali quello migratorio), potrà osservar ancora la mancanza di un benché minimo tentativo per approssimarsi ad una valutazione che sarebbe stata preziosa delle proporzioni relative delle varie classi nell'aggregato sociale; ma il Greenfield a tutto questo è molto ben preparato e non si è fatto illusioni. Egli dichiara infatti che il suo scopo sarà raggiunto se il volume potrà servire ai colleghi italiani come stimolo, come apporto di nuovi dati, nonché come impulso to non-political studies in the Risorgimento . Con piena onestà di studiosi possiamo assicurarlo fin d'ora che il secondo di questi voti è non poche volte raggiunto. Il primo ed il terzo, ci portano invece ad una constatazione che ha qualche sapor d'amarezza; quella di vedere come, con tutto il nostro ideal spiritualismo più o meno frainteso, abbiamo finito per abbandonare esclusivamente nelle mani di cultori tranieri studi come questi dell'americano Greenfield o come quelli del francese Pingaud o del russo Tarlé.
FRANCO BORLANDI
ALBANY REZZA CHI, Quarantotto mantovano; Mantova, R. Accademia Virgiliana, 1933, pag. 260, s. i. p.
Quarantotto mantovano: due parole che hanno subito il pregio d'avvincere riportando non solo all'anno mirabile, ma alla città di Aporti, degli Arrivabene, di Tazzoli e di Nievo. Neil volume è di quelli che deludono. Condotto con un'esemplare larghezza d'informazione, con un'accuratezza dei particolari che tuttavia non perde mai di vista le necessità dell'insieme, con una composta serietà d'intenti e con una costante oggettività che sono davvero ammirevoli, esso non si limita a ricostruire le vicende delle giornate mantovane del marzo del '48, ma mette in luce atteggiamenti spirituali, offre preziosi clementi per una storia degli stati d'animo, studia la lunga preparazione della classe dirigente e poi esce dalle mura della città-fortezza per seguir le vicende della provincia e per correr dietro ai volontari di Mantova anche quando vanno a morire a Venezia, a Novara,e sugli spalti di Roma.
L'À. non ha trascurato nulla perchè il lavoro risultasse, nei suoi vari aspetti, completo. Ha condotto le sue ricerche negli Archivi di Milano, di Torino, di Mantova, di Venezia e di Roma, oltre che in varie raccolte private e pubbliche ed ha chiuso il volume dando un elenco dei mantovani che, con minuziosissime indagini, è riuscito a rintracciare fra i combattenti delle campagne del '48 e del '49. Si tratta di oltre un migliaio di nomi, sempre accompagnati dall'indicazione delle fonti e, quando lo fu possibile, da quelle indicazioni biografiche che FA. ha potuto raccogliere: nomi spesso ignorati, di persone appartenenti ad ogni ceto sociale, che per la prima volta hanno trovato chi li consegnasse alla storia.