Rassegna storica del Risorgimento
LETTERATURA ; MERCANTINI LUIGI
anno
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1935
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pagina
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630
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30 Libri e periodici
he scomparirono, commemorò, in non obliabili discorsi (che a leggerli profondamente colpiscono e commovono, per la verità dei fatti ricordati, e per l'affetto e l'ammirazione professata dall'oratore) uomini, quali: Pellegrino Rossi, Giovanni Berchet Vincenzo Gioberti, Cesare Balbo, Giuseppe Siccardi, Massimo d'Azeglio, Carlo Poerio, Bettino Ricasoli, Giovanni Lanza: tutta gente che ha fatto per l'Italia più che qualche cosa; e intorno ai quali, quando vorremo suscitare le loro immagini vive e reali e conoscerle in contorni veraci, sarà sempre meglio che ricorriamo a quanto ci ha tramandato il Massari, invece che a molte altre elaborazioni, che, su tali grandi Italiani, sono state scritte. Non v'è modo migliore d'onorare gli uomini, che facendo parlare le loro opere.
Il Duce, il giorno 6 settembre 1934, parlando dal balcone della Prefettura di Bari, ricordò, tra le glorie della Puglia, anche che uno dei più intimi amici e collaboratori di Camillo Cavour fu il barese Massari, che ha lasciato un Diario dove, giorno per giorno, egli fa vedere come Cavour vivesse e combattesse per l'indipendenza e l'avvenire della Patria . A quando ci verrà data la lieta novella che anche la parte del Diario del Massari, invocata dal Luzio, sarà stata ritrovata?
GIOVANNI MAIOM
PEDROTTI PIETRO, II processo dei fratelli Iginio e Giuseppe Sartena. I fratelli Bronzetti (Collana del Museo Trentino del Risorgimento); Trento, Tip. Ed. Mutilati ed Invalidi, 1934-XII, in-16, pp. 312, L. 20.
La collana storica del Museo trentino del Risorgimento si è arricchita con questo -suo terzo volume di nuovi episodi quasi ignorati sulla cooperazione del paese alla lotta unitaria ed alle sue complesse e non ancora in tutto chiarite vicende.
Nel primo lavoro ci si offre suggestivo il misterioso segreto, che pur tuttavia non è possibile dileguare in tutto, creatosi intorno alle figure poliedriche dei fratelli Sartena i quali, insieme col dott. Clemente Clementi, si devono considerare le vittime di primo piano offerte dal paese alla causa mazziniana nelle oscure carceri di Mantova.
Il materiale inedito e finora inesplorato che l'autore ha potuto raccogliere, pur non essendo completo, riesce a mettere bene in luce la saldezza dei Sartena, la loro fermezza nel mantenere la parola data con una resistenza a tutta prova, nonostante i tentativi fatti per indurli a rivelazioni con mezzi venefìci e deleteri, e più con la spudorata incoscienza di un delatore concaptivo. La storia del processo è svolta in modo chiaro e diligente di sulla scorta degli atti di archivio: ma purtroppo le notizie ulteriori sulla vita dei protagonisti sono frammentarie e scarse. Tuttavia bisogna pur riconoscere che l'autore ha fatto del suo meglio per ravvivare la memoria dei Sartena, e per rispondere con precisione alla domanda rivolta nel 1910 da Alessandro Luzio a Cesare Battisti: I fratelli Sartena erano trentini ? .
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Se il lavoro antecedente doveva essere per necessità ristretto a certi periodi e per mancanza di fonti, ridotto, è invece esauriente il quadro biografico che l'autore ha tratteggiato, a tinte ben definite e con sicura conoscenza, dei fratelli Bronzetti. Si rileva lodevole accuratezza e abbondanza di particolari sia nelle notizie sulla famiglia, sia in quelle sulla loro attività politica e militare.
Onesti dne eroici rappresentanti del valore trentino hanno cosi un monumento perenne, che ricorderà ai posteri la loro mirabile opera a prò della patria. Il sacrificio cruento di Narciso Bronzetti a Treponti, consacrato dall'elogio di Garibaldi, portò [senza dubbio il problema trentino in una cerchia più ampia di persone con le biografie pubblicate dalla Lombardia, e dall'Opinione del 24 giugno 1859, e più ancora dai