Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA
anno <1935>   pagina <644>
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de Vecchi di Val Cismon
Abbiamo già scritto e pubblicato documenti su queste pagine a suffragio delle nostre affermazioni e più ancora potremo farlo in avvenire per dimostrare che il cemento storico della unità è stato senza dubbio la Dinastia di Sa­voia, la quale ha conferito alla Patria, colla gloria di una tradizione millenaria, la forza di uno stato guerriero pian­tato nel cuore di Europa, ed alle competizioni europee e mediterranee partecipante con una vivace attività politica e militare.
Se la storia partecipa, come abbiamo detto e come indub­biamente è, di quel senno del poi bisognerà dunque ricer­care l'inizio del periodo concretamente formativo di questa epoca storica in funzione della vita della dinastia e dello Stato sabaudo, perno della unità. Affermiamo che questa epoca si apre con una guerra, anzi con una battaglia, così come l'ini­zio dell'Era nuova ha luogo da un'altra guerra. L'una è la battaglia di Torino nel 1706, che alla pace mette sul capo del Duca Vittorio Amedeo II la corona regia e, col succes­sivo acquisto di quell'antemurale di occidente della Peni­sola che è la Sardegna e con la preminenza ben netta sulle altre Corti italiane, consente la distesa delle sue aspirazioni concrete di potenza su tutto il resto d'Italia con la crea­zione del germe di quello che sarà; l'altra è Vittorio Veneto che, dando vita al Fascismo, reca in sé i germi più vasti di un Impero.
Fra i due pilastri che abbiamo segnati, non come porte chiuse ma soltanto come riferimento nel gioco delle prospet­tive, riferimenti tuttavia bene aperti a tutte le correnti della storia, è fatto posto ad un largo gioco europeo, dentro il quale il nostro studio converrà che si muova e guardi, ora frugando col telescopio, nei più vasti panorami ed in tutte le lontananze, ora cercando al microscopio la ragione minuta dei particolari, Ma specialmente in questo vogliamo rendere diverso il nostro esame da quelli fino a pochi anni addietro comuni a molti