Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA
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1935
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647
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Rivediamo la Storia
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Per la rinascenza, donde nasce un'Europa avente corpo a sé e nella quale l'Italia è in continuo gioco, essa inerme, specie nei rapporti Francia-Inghilterra e nei rapporti Francia-Austria. Ed il gioco dura fino alla grande guerra, che si chiude a Vittorio Veneto con la morte dell'Austria, riaprendone uno nuovo, non molto dissimile dal primo, salva l'efficienza dell'Italia ormai unita ed armata.
Poi, iniziandosi dal XV secolo, la nostra invasione culturale in tutta l'Europa. Francia e Germania assetate di noi e da noi completamente nutrite stimolando le loro attività nelle lettere, nella filosofia, nel diritto. E mentre così largamente doniamo, la costruzione unitaria statale, monarchica già da noi e dallo esempio classico nutrita, ritorna a noi con aspetto di ordine, di unità a segnare la via alle prime aspirazioni nazionali precisate. Machiavelli è di questo tempo; Carlo Emanuele I è di questo tempo !
Dicano quel che vogliono coloro che usano fare gli studi della storia al microscopio con occhio miope e col solo e troppo materialistico sistema della anatomia: nessuno potrà contestare che lo spirito militare d'Italia rinasce in quel tempo, quando Machiavelli scrive l'Arte della guerra e Carlo Emanuele I si batte per cinquant'anni, trovando inesauribilmente soldati colle prime leve e colle prime ferme tra i nostri vecchi. In quel tempo la parola Italia e la parola Libertà, nel senso ben inteso di indipendenza, si sentono un po' dappertutto mentre nascono le prime fanterie dello stato nucleo: lo Stato sabaudo.
Si legge purtroppo negli scritti anche recenti di questi anatomisti di professione che il nostro esercito nasce più tardi con Carlo Emanuele II, che avrebbe tenute a battesimo le fanterie nostre, quelle gloriose del nostro esercito. Da costoro vengono dati giudizi sulle fanterie di Carlo Emanuele I affatto arbitrari e draconiani coi più svariati appellativi, che s'aggirano intorno al concetto di una minore regolarità, come se