Rassegna storica del Risorgimento

OUCHY (PACE DI)
anno <1935>   pagina <651>
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LA PACE DI OUCHY
i. H
La storia delle trattative che condussero alla pace di Ou-chy fra l'Italia e la Turchia non è stata mai scritta. Vale la pena, dunque, di scriverla. E un capitolo interessante delle vicende politiche attraverso cui il nostro Paese, negli ultimi decenni, ha costruito faticosamente la sua fortuna, ha posto le basi del suo avvenire.
La guerra libica era stata, per tutta la Nazione, una grande riscossa morale. I giorni del primo entusiasmo rimarranno fra i più lieti ricordi di quanti li vissero. Per un'impresa colo­niale, per una spedizione imposta soprattutto da una neces­sità storica e da un obbligo di previdenza essenziale nella nostra politica internazionale, il consenso della Nazione parve prorompere in un grido unanime di gente crociata per una sacra liberazione. E l'istintivo e universale senso di libera­zione rivelò pienamente, solennemente, come non era ancora mai accaduto pur in lunghi anni di accresciuto ottimismo e di risorta fiducia, l'Italia a sé stessa. Il paese sentiva di dover attestare con un fatto storico, al mondo, la fede nei propri destini, di dover riacquistare fra le Nazioni quel posto che gli era stato tolto dalle sue passate incertezze e debolezze, oltre che dalla politica tenacemente avversa e sprezzante degli stranieri.
La guerra assunse così un'impronta di trascendente signi­ficazione simbolica.
Ma la profondità di tale nuovo sentimento, di tale nuova dignità di Potenza, apparve meglio dopo. Quando, cioè, se­dati, per forza di cose, i primi entusiasmi, si rivelarono in drammatica evidenza le grandi, e non previste, difficoltà