Rassegna storica del Risorgimento

MADDALENA (ISOLA DELLA)
anno <1935>   pagina <655>
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La pace di Ouchy 655
II fondo di tutta questa tragedia è la guerra attuale (ossia la guerra con l'Italia): queste le parole del Ministro degli Esteri turco, in un momento di confidenziale abbandono, pochi giorni prima della firma del trattato di Ouchy.
Confessione preziosa.
Erano stati, dunque, i nostri soldati, a dare il colpo di ariete all'antico Impero asiatico. Erano stati i mille e mille eroi nostri che, laggiù in Libia umili, pazienti, generosi ave­vano affrontato la morte per la vita e la vitalità della Patria.
Il IL I
Sin dall'inizio della guerra con la Turchia, l'Italia non si era opposta a una pace conciliante; le sue intenzioni a questo riguardo furono ad un certo momento o pote­vano essere ben conosciute. Già nel suo ultimatum alla Turchia si facevano allusioni a possibili accordi ulteriori che sarebbero stati esaminati e conclusi dai due Governi per regolare la situazione che la nostra occupazione avrebbe creato in Libia; e senza dubbio il nostro Governo non poteva pen­sare a domandare il consenso pacifico della Turchia al nuovo stato di cose senza niente esser pronto a concedere ad essa in cambio.
Nel pensiero del Governo e ciò risultò posteriormente da vari documenti ufficiali l'occupazione rapida dei princi­pali punti della costa tripolitana, sulla quale si concretarono le prime ostilità (dal 2 al 21 ottobre 1911), mirava precisamente a provocare un'azione diplomatica diretta o interposta, che mettesse fine alla guerra e di cui lo scopo non poteva essere dubbio per nessuno. Ma tale effetto non ebbe com'è noto a verificarsi.
Ben è vero che la Turchia, subito dopo la dichiarazione di guerra e l'inizio delle ostilità, indirizzò una nota circolare di