Rassegna storica del Risorgimento

MADDALENA (ISOLA DELLA)
anno <1935>   pagina <656>
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Angelo Piccioli
protesta alle maggiori Potenze; e con una nota consecutiva mise in moto la sua diplomazia perchè agisse presso le diverse Cancellerie allo scopo di ottenere il concorso morale delle Potenze. Ma tale via non poteva condurre com' è facile immaginare ad alcun risultato concreto.
I Turchi pretendevano di fare del loro conflitto con noi una questione europea, sollecitando un vero intervento stra­niero destinato a fare abbandonare ali9 Italia i termini del suo ultimatum ed a far accettare le trattative sulle basi che essi stessi proponevano, cioè sulla premessa vaga che noi avremmo ottenuto garanzie di espansione economica in Tripolitania. Secondo alcune informazioni la Turchia tentò anche un terzo e quarto passo in tal senso. Le Potenze risposero affermando la loro stretta neutralità.
Solo qiiando la Turchia si accorse di essere lasciata sola nei confronti dell'Italia, l'idea della resistenza ad oltranza prevalse presso di essa. Inutile qui ricercare tutte le ragioni di politica interna e di politica estera che poterono giustificare tale attitudine: è certo però che, a cose fatte, la Turchia potè rendersi conto dell'errore che aveva commesso.
La guerra, appena cominciata, precipitò verso gravi con­seguenze. L'Italia dovè versare un doloroso tributo di sangue nella giornata del 23 ottobre 1911 (Sciara Sciatt), e del 26 dello stesso mese (attacco intorno alla casa di Gemal Bey). La grande esplosione di odio che i Turchi erano riusciti in un tempo sì breve a far scoppiare fra gli Arabi a Tripoli ci fece presagire un periodo di lunga resistenza e di grandi sacrifìci e ci impose pertanto la necessità di raddoppiare le truppe del corpo di spedizione. Ormai l'Italia, presa come era dall'azione, non poteva più ritirarsi, né accontentarsi di una transazione che non avrebbe risolto definitivamente in suo favore la grave questione di un'impresa, come questa, che aveva carattere più politico che militare. Il decreto di annes­sione del 5 novembre 1911 fu la conseguenza di questa prima