Rassegna storica del Risorgimento
MADDALENA (ISOLA DELLA)
anno
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1935
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pagina
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658
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Angelo Piccioli
può verificarsi che, scartando la linea del puro diritto, si raggiungano le soluzioni più eque e più opportune. Ma tale non fu il caso.
Verso la metà di novembre del 1911 molti giornali annunciavano la conclusione imminente della pace. Fatti posteriori dimostrarono come fondata fosse la nota ufficiosa del 18 novembre con la quale la Turchia si affannava a smentire tutte le voci che correvano a tal riguardo, e che erano ce destituite di ogni consistenza e realtà .' Notiamo che queste voci sorsero nel momento in cui si attribuì all'Italia il progetto di una grande azione navale e cioè di un blocco imminente dei Dardanelli.1*
Verso i primi giorni del gennaio 1912 le stesse voci circolavano ancora; si annunciava come cosa certa, specialmente nella stampa francese, che le potenze erano già d'accordo sulla necessità di fare un tentativo deciso per metter fine al conflitto: si attendeva solo, per agire, che a Costantinopoli si risolvesse la crisi costituzionale.2*
Sta in fatto che era ancora prematuro di parlare di negoziati di pace. Se le Cancellerie, come è facile immaginare, si preoccupavano del problema, questo non usciva dai limiti di un semplice soggetto di conversazione; ma, pur avendo le Potenze la vaga intenzione di agire, si ignorava assolutamente come e quando esse lo avrebbero fatto. La cosa fu evidente quando la Russia, nello spazio di poco più di un mese (gennaiofebbraio) ebbe a ripetere per tre volte un tentativo che mirava a provocare un'iniziativa delle Potenze. Le difficoltà non riflettevano tanto il valore delle condizioni della proposta (si disse che la proposta russa avesse per base il riconoscimento del decreto italiano del 5 novembre 1911)
l) I] blocco fa ufficialmente smentito dal Governo italiano il 27 novembre 1911. *) Vedi, per esempio, il telegramma pubblicato dal Temps di Parigi il 5 gennaio 1912, da Roma.