Rassegna storica del Risorgimento
MADDALENA (ISOLA DELLA)
anno
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1935
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pagina
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659
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La pace di Ouchy 659
quanto ciò che doveva costituire la base preliminare del passo, e cioè: la volontà presso le varie Potenze di esercitare un'azione qualunque e il loro consenso a tal fine. Così il risultato di tali iniziative fu che nessun Governo riconobbe in quel momento l'opportunità della proposta. Nel suo discorso I del trono alla Camera dei Lords (14 febbraio 1912) il Re d Inghilterra ebbe ad accennare solo come ad una lontana eventualità ad una mediazione per far cessare la guerra italo-turca. D'altra parte la saggezza politica di Lord Lansdowne, ex Ministro degli Affari Esteri, avvertiva nello stesso giorno e nella stessa Camera, che niente era suscettibile di produrre buoni risultati in simili questioni quanto una mediazione prematura .
III. I
Prima di passare a far la cronistoria delle trattative italiane di pace, ci sembra istruttivo accennare ai passi fatti dalle Potenze per lo stesso scopo.
Abbiamo avuto campo di accennare alla proposta che la Russia cercò di varare alla fine del 1911. Le adesioni a tale proposta furono assai lente a venire. Verso la fine di febbraio 1912 si dava per certa l'adesione dell'Inghilterra e quella della Francia. L'Agenzia Havas pubblicava, il 27 febbraio, una nota ufficiosa, in cui non si smentiva la notizia, ma se ne attenuavano i termini. Subito dopo (28 febbraio) venne il comunicato del Wolff Bureau, che annunciava l'adesione della Germania e dell'Austria-Ungheria. Lo stesso giorno, la Tribuna pubblicava la seguente nota di evidente inspirazione ufficiale:
Sappiamo da fonte autorevole che in seguito all'iniziativa russa per affrettare la fine della guerra, vi è nel momento attuale uno scambio di idee tra le grandi Potenze, che sono tutte, senza eccezione alcuna, animate da uno stesso desiderio di cooperare a questo risultato.