Rassegna storica del Risorgimento

MADDALENA (ISOLA DELLA)
anno <1935>   pagina <662>
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662 Angelo Piccioli
la proposta di Poincaré che vinceva su quella di Sazonof. La ricerca della formula appropriata secondo cui la domanda avrebbe dovuto essere presentata a Costantinopoli fece per­dere ancora un certo numero di giorni. La démarche fu fatta il 16 aprile.1* Il tenore della risposta turca era già stato divulgato anticipatamente, come abbiamo visto, e sin dal giorno dopo a quello in cui le condizioni dell'Italia furono conosciute. Nell'intervallo, il Ministro degli Affari Esteri turco in varie circostanze aveva affermato la volontà irredu­cibile della Turchia di non rinunciare ai suoi diritti di sovra­nità sulle due provincie africane. Il discorso del trono al Par­lamento ottomano (18 aprile) ribadì tale volontà con formale e solenne dichiarazione.
Il testo della risposta turca fu consegnato agli Ambascia­tori il 23 aprile; un riassunto venne comunicato per mezzo dell'Agenzia Reuter; da noi la Tribuna del 24 aprile pubblicò particolari precisi sul suo contenuto. In sostanza, le proposte si riducevano ad affermare una volta di più il principio immu­tabile della sovranità della Turchia sui due vilayet africani, aggiungendo che nessun'altra soluzione poteva servire di base ad un'azione mediatrice.
La Turchia dunque restava nella posizione di una estrema intransigenza. Non si può fare a meno di pensare a tal pro­posito, che appena un anno più tardi, spogliata dalla maggior parte del suo territorio europeo, essa doveva trovarsi in dispo­sizioni di spirito molto differenti, quando, in un'attitudine di umile riconoscenza, accettava la pace con i vittoriosi suoi nemici balcanici, dalle mani delle Potenze europee riunite a Londra. E tuttavia, già nella primavera del 1912 la situazione
1) Il testo della nota era concepito come segue: Lea Puissances, après avoir constate crac l'Italie serait disposée à ecrtaines condì tions à une intervention amicale dans le bnt d'arriver à une cessation des hostilité, s'adressent, en étant animées du mème esprit amicai, à la Sublime Porte pour la prier de leur faire savoir à quelles conditions elle admettrait leur médiation en vue de mettre fin au conflit italoturane .