Rassegna storica del Risorgimento

MADDALENA (ISOLA DELLA)
anno <1935>   pagina <663>
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La pace di Ouchy 663
nei Balcani era tutt'altro che rassicurante; il Ministro russo Sazonov, nel suo discorso del 26 aprile 1912, mentre avvertiva la Turchia del lato critico della situazione, faceva del mante­nimento dello statu quo nella penisola balcanica il perno della politica russoitalo-austriaca, cioè delle tre grandi Po­tenze più interessate e che appartenevano a due gruppi oppo­sti di alleanza. Era una garanzia innegabile per la pace euro­pea, ma era anche una buona ragione perchè l'utilità della mediazione fosse convenientemente apprezzata e perchè lo scambio di vedute già iniziato non fosse interrotto malgrado le risposte così divergenti dei due belligeranti. Si parlò ancora, per qualche tempo, di conversazioni diplomatiche e di con­tatti frequenti fra le ambasciate delle grandi Potenze, ma di mano in mano più debolmente; fino a che ogni eco di simili conversazioni cessò del tutto.
I tentativi di mediazione erano dunque, come dimostra­vano i fatti, completamente falliti. Ora che ne abbiamo fatta la cronaca, dovremmo concludere con un apprezzamento. Ma un argomento di questo genere ci condurrebbe assai lontani dal nostro assunto: poiché bisognerebbe far prima un'indagine particolareggiata sulla politica delle varie Nazioni: e così resterebbero chiariti i dubbi, le esitazioni, gli scrupoli, le con­traddizioni. Tali, infatti, furono gli elementi che prepararono al progetto di mediazione il destino di una creatura nata morta. Gli Ambasciatori presentarono morto il neonato ad Àssim Bey, e questi, rispondendo come rispose, ne fece l'elogio funebre. Nessuna azione mediatrice in circostanze simili e nei confronti di qualsiasi altro belligerante, avrebbe ottenuto maggior successo: mancava ad essa quella convinzione intima,
1) Il discorso di Sazonov veniva subito dopo l'attacco della flotta italiana contro i forti esterni dei Dardanelli (18 aprile 1912), attacco che aveva suscitato un vero fermento nella stampa bulgara; tanto clic pochi giorni dopo una missione di delegati macedoni faceva il giro delle capitali delle grandi Potenze per chiedere l'autonomia della Macedonia.