Rassegna storica del Risorgimento

MADDALENA (ISOLA DELLA)
anno <1935>   pagina <668>
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668 Angelo Piccioli
una delle prime lettere è già difficile capirla in affari, immaginarsi quindi in politica! . Il maggior nemico per una rapida ed equa soluzione era la resistenza passiva dei Turchi: questi, abituati alla guerra e alla guerriglia, poco si preoccu­pavano di avvenimenti militari in una regione lontana e per loro di scarso interesse: tanto più che la guerra libica veniva a costar loro meno di tutte le altre, per il contributo di uomini e denari apportati direttamente dagli Arabi.
A ciò aggiungevasi la difficoltà obbiettiva di trattare coi Turchi questioni politiche con la nostra mentalità occidentale. Io, per esempio dichiarava il Nogara vedrei la solu­zione della questione della sovranità del Sultano in qualche cosa di simile a quello che noi abbiamo fatto col Papa a Roma, ma questa gente assolutamente non mi capisce: sono tutti come ragazzi! . E non sapevano far altro che prender tempo : il prender tempo in tutte le manifestazioni della vita sociale, ma specialmente in quella della vita politica è per i Turchi massima secolare .
Alla resistenza passiva, del resto se già essa non avesse operato spontaneamente come tradizionale abito mentale i Turchi erano spinti e incoraggiati da qualche Ambasciatore, in modo più o meno aperto. Tutti gli Ambasciatori sono filoturchi notava il Nogara in una delle prime lettere e io l'ho sempre detto e ripetuto. Quello tedesco, il barone Marsehall Von Biberstein, riportava la palma. E un vero ipocrita, Marsehall, asseriva il Nogara al quale, è un'opinione mia, si dovrà la lunga durata della guerra... Dante lo avrebbe messo in un girone adatto per lui ! .
Ma v'ha di più. Uno dei maggiori impacci, anzi senza dub­bio il maggiore, derivava al Nogara dal fatto che non era solo il Governo a guidare gli avvenimenti, ma anche il Comi­tato Unione e Progresso . Non si sapeva quindi mai da che parte voltarsi: si era sballottati da Erode a Pilato. Per arri­vare a una conclusione, bisognava mettersi d'accordo con