Rassegna storica del Risorgimento

MADDALENA (ISOLA DELLA)
anno <1935>   pagina <670>
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670 Angelo Piccioli
3 perchè alla fin fine la guerra non sarebbe costata gran che alla Turchia, dal momento che gli Arabi stessi paga­vano di persona e di borsa per continuarla.
Altri influenti parlamentari, cui Volpi fece tastare il polso , risposero semplicemente che in quel momento biso­gnava tenere in nessun conto la propria vita per poter soste­nere pubblicamente il punto di vista delle trattative e del compimento pacifico .
Non mancò in quel torno di tempo, così in Italia come in Turchia, chi nella debolezza della finanza ottomana, presagì l'elemento favorevole ad immediate trattative: ma una som­maria inchiesta fatta eseguire da Volpi dimostrò del tutto inconsistente tale ipotesi.
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H sottile, delicato, complicato lavoro di preparazione non ebbe tregua durante tutta la primavera e l'estate del '12. Abbiamo sott'occhi la corrispondenza scambiata da Volpi con l'ing. Nogara. Sono voluminosi pacchi di dispacci, di lun­ghe lettere, di rapporti informativi, che, presi insieme, costi­tuiscono un mirabile documento politico.
Balza, attraverso queste carte, la figura singolarissima di questi negoziatori d'eccezione. Da ogni riga, nelle concitate istruzioni dei dispacci, nella prosa rapida delle lettere si rive­lano quelle che sono doti peculiari della forma mentis di Volpi: la nitidezza di percezione, la finezza di valutazione, la con­cretezza delle vedute, la rapidità quasi direi convulsa delle decisioni.
E balza ancora, da tutte queste carte, la realtà viva della situazione storica che occorreva dominare: lotta ora aperta ora sotterranea fra il vecchio, decrepito mondo turco e le nuove forze che irrompevano alle porte; sottili e contrastanti intrighi delle varie Potenze che sul Bosforo sobillavano e