Rassegna storica del Risorgimento
MADDALENA (ISOLA DELLA)
anno
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1935
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672 Angelo Piccioli
commerciali. Il 23 aprile la squadra Presbitero occupa Stampala evi stabilisce una base di rifornimento per la nostra flotta. Alla fine di aprile, negli ambienti politici ottomani circolavano tre correnti:
a) la resistenza ad oltranza, per non alienarsi l'elemento militare;
b) la soluzione affidata a un congresso internazionale; e) l'adozione della formula che Nogara aveva cercato
di a varare a mezzo dei suoi emissari: statu quo ante béllum per tutto l'Impero fuorché in Africa.
Il Gran Visir Nogara lo sapeva da fonte sicura mentre prima aveva dichiarato inaccettabile questa formula, davanti agli avvenimenti navali ora la considerava accettabile. Ma altri Ministri erano ancora irriducibili; ritenevano che la soluzione fosse favorevole solo all'Italia. Quanto al Ministro della guerra, Mahmoud Chevket, in un recente colloquio col Nogara si era palesato refrattario ad ogni intesa. Infine i dirigenti del Comitato Unione e Progresso , paventando l'instaurazione di una dittatura militare, mostravano di non volersi compromettere con l'autorizzare le trattative.
Ai primi di maggio si poteva dire che l'intransigenza turca fosse arrivata al suo vertice. Tuttavia Nogara manteneva tutti i contatti, con un faticoso esasperante lavoro. Volpi gli seguitava a raccomandare: Lavori sempre, ma senza comparire: tenga presente che non si arriverà a un risultato concreto che gradualmente, e se sapremo essere avveduti e tenaci .
Per conto suo, il Nogara tastò il terreno su queste basi:
1 ristabilimento dello statu quo ante bellum in tutto
l'Impero ottomano, fuorché in Africa (ciò che implicava
]) La Russia protestò per il blocco e il 20 l'Ambasciatore De Giers presentò alla Porta un'energica nota che invitava la Turchia a riaprire gli stretti in omaggio alla convenzione di Londra del 1871 ; ma il Governo turco rispondeva che era costretto a rinviare le decisioni perchè il comandante dei Dardanelli rifintava di assumere la responsabilità del paesaggio dei piroscafi commerciali, in vista della presenza attiva delle navi italiane nell'Arcipelago.