Rassegna storica del Risorgimento
MADDALENA (ISOLA DELLA)
anno
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1935
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pagina
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676
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676 Angelo Piccioli
diretta con noi se non... previo il ritiro delle truppe dalla Libia ! Tuttavia, altri importanti fatti ed elementi da giudizio inducevano Volpi a pensare che fosse giunto il momento di recarsi nella capitale nemica. Il Gran Visir ed Assim Bey erano diventati nuovamente pacifisti (vero è che, appunto per questo, il Comitato minacciava di disfarsi dell'uno e dell'altro); nel Consiglio dei Ministri si erano manifestati dissensi profondi: ed appunto per ciò Yiradà di espulsione degli Italiani non era stato ancora applicato a Costantinopoli. Infine, la situazione finanziaria del Governo turco minacciava il tracollo. Si vive telegrafava Nogara in un caos incredibile; e se i Francesi e gli Inglesi non vengono in aiuto, finanziariamente parlando, alla Turchia, qui si marcia verso la totale débàcle; mancheranno persino i fondi per pagare impiegati e soldati .2) Volpi capì che era giunto il momento di non procrastinare la sua partenza per Costantinopoli. E si recò a Roma a prendere le direttive di Giolitti.
I VI.
Non facile impresa davvero fu per Volpi il predisporre il suo viaggio a Costantinopoli. L'argomento formò oggetto di interminabili trattative, dal principio alla fine di maggio. Nogara si era messo attivamente all'opera: ma per una personalità come Volpi l'esito non poteva essere, in quel momento, che negativo. Diecine e diecine di commessi viaggiatori italiani si recavano e partivano da Costantinopoli continuamente, sotto mentite spoglie: ma non era in quel momento che Volpi poteva recarsi nella capitale nemica. Verso la metà di
i) Il Governo turco si era in quei giorni rivolto a un gruppo di capitalisti francesi per un prestito di 250 milioni: i capitalisti avevano accettato di collocare solo un milione di lire turche di buoni del tesoro, ma avevano negato il grosso prestito finché la Turchia non avesse concluso la pace. Giavid Bey aveva in pari tempo chiesto un milione di lire turche alla Banca di Cassel e due milioni alla Ottomana.