Rassegna storica del Risorgimento
MADDALENA (ISOLA DELLA)
anno
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1935
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pagina
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677
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La pace di Ouchy 677
maggio, Ping. Nogara telegrafava che i suoi amici politici si impegnavano ad ottenere un salvacondotto solo se Volpi fosse stato ufficialmente autorizzato con lettera personale di Giolitti. Pochi giorni dopo aggiungeva che bastava un semplice pezzo di carta di Giolitti , nel quale si esprimessero anche solo voti generici: ad esempio, che in occasione del suo viaggio in Oriente Volpi potesse fare qualche cosa di utile per la causa della pace. Mezzo evidentemente da scartarsi: perchè, sia pure in modo indiretto, comprometteva il nostro Governo.
Volpi rispose ordinando a Nogara di interessare l'Ambasciata tedesca per ottenere il libero ingresso: ma il 21 maggio Waggenheim faceva pervenire il suo rifiuto. Alla fine del mese Nogara seguitava a sconsigliare il viaggio: Bisogna lasciar passare la burrasca egli diceva è davvero inutile la Sua venuta; non sarebbe ricevuto, e se fosse ricevuto, qui si affretterebbero a divulgare urbi et orbi che l'Italia è venuta ai piedi della Turchia .
Ma Volpi come sempre agiva da sé.
Verso la fine di maggio, egli chiese al dott. Milovan Milo-vanovic, Presidente del Consiglio dei Ministri di Serbia, suo vecchio amico personale, un passaporto diplomatico per recarsi in Turchia. Titolo giustificativo : la sua qualità ufficiale, ch'egli rivestiva da tempo, di console generale di Serbia a Venezia. Motivo figurativo: tutela dei gravi interessi finanziari ch'egli rappresentava in Turchia, più specialmente come consigliere delegato della Società Commerciale d'Oriente , che aveva funzionato, a Costantinopoli, come la prima banca
italiana.
La domanda non poteva non essere accolta da Belgrado, appoggiata com'era, per disposizioni giunte da Roma, dal nostro Ministro Baroli. Il 6 giugno Volpi partiva per Costantinopoli. Il 16 a sera ripartiva dalla capitale nemica. Vi si era trattenuto solo sette giorni. Ma non aveva davvero perduto il suo tempo!
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