Rassegna storica del Risorgimento

MADDALENA (ISOLA DELLA)
anno <1935>   pagina <679>
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La pace di Ouchy 679
critica e di equilibrismo ed è mantenuto al potere per la sua autorità personale nel mondo musulmano e perchè non potrebbe essere sosti­tuito cbe da due soli uomini, Kiamil Pascià e Hussein, Hilmi Pascià, che tutti e due terrebbero al Governo Io stesso atteggiamento.
Sempre nel Governo, e senza appartenere al Comitato, rappre­senta una forza il Ministero degli esteri Assim Bey, diplomatico colto ed abile, in rapporti difficili col Gran Visir Said Pascià, e con una situa­zione personale effettiva.
In caso di un suo eventuale ritiro, si parla della sua sostituzione con Hakki Pascià, malgrado la sua messa in accusa sia ancora da discu­tersi alla Camera.
La Camera dei deputati, eletta con un programma di resistenza ad oltranza contro l'Italia, dà segno di un nazionalismo ignorante ed intransigente, ma in ultima analisi sarebbe obbligata ad accettare ogni conclusione dal Comitato, pel quale può rappresentare però imbarazzi gravi la fine pacifica del conflitto in breve tempo.
Il Presidente della Camera ed il Vice-Presidente Halagian sono devoti al Comitato.
La stampa non ha che un valore ed un'autorità riflessa e, presa una qualsiasi decisione, dovrebbe seguire tutta indistintamente i voleri del Comitato, per gli eventuali dissidenti si ricordi che vige a Costanti­nopoli lo stato di assedio e la Corte marziale.
L'opinione pubblica di Costantinopoli non esiste per quanto riguarda il fenomeno della guerra; solo le popolazioni greche israeli­tiche ed armene ne risentono i danni per il ristagno quasi assoluto degli affari e la chiusura del credito alle Banche.
Maggiore importanza può avere l'opinione pubblica di carattere religioso dell'Impero e seria quella araba, rappresentata da dodici milioni di sudditi.
Ma di entrambe si esagera, in parte in buona fede in parte ai propri fini, l'importanza dal Comitato al Governo.
Al di fuori di questi poteri vi è l'esercito, che in questo momento riunisce sotto le bandiere mezzo milione di turchi, forza immane, per ora inerte politicamente, salvo che per la maggioranza dei giovani ufficiali ancora devota al capo supremo Machmud Chewket Pascià, Ministro della guerra e sempre considerato il vero liberatore dell'Impero dalla tirannia. In ispecie in Macedonia e nei grossi contingenti di truppe in Alba­nia, sempre nel corpo dell'ufficialità, serpeggia in quest'ultimo tempo un malcontento, per ora vago e represso, ma degno 'di considerazione, avverso al Comitato ed allo stesso Ministro della guerra. jfeg