Rassegna storica del Risorgimento

MADDALENA (ISOLA DELLA)
anno <1935>   pagina <680>
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680 Angelo Piccioli
Machmoud Chewket Pascià uomo di grande onestà e patriota, ha limitato ingegno ma rappresenta nel Ministero una personalità asso­latamente a parte. Non interviene spesso nelle decisioni ed ha ora una grande deferenza verso il Comitato, che secondo lui rappresenta auten­ticamente la Turchia, ed al quale anche l'esercito deve ubbidire finché continui nella via tracciata, che egli crede utile al paese.
Tanto per la conversazione avuta con Machmoud Chewket Pascià stesso, come coi membri del Comitato, mi son fatto 1' impressione ehe un tale stato di cose può facilmente mutare, ed a Machmoud Chewket Pascià può essere riservata l'ultima parola anche per quanto ci riguarda.
Limitai le mie visite quindi a Machmoud Chewket Pascià, al Ministro degli affari esteri Assim Bey (col quale ebbi due lunghissime conferenze), e pel Comitato ad Hussein Giavid Bey e ad un membro meno influente, il deputato di Salonicco Carasso, rappresentante una larga corrente del Comitato e la volontà di quello segreto di Salonicco che ha ancora molta influenza.
Della Camera dei Deputati ebbile principali conferenze col Vicepresi­dente della Camera stessa e Deputato di Costantinopoli, Halagian Effendi.
Credetti opportuno di sentire la voce dei maggiori finanzieri inter­nazionali, che per la loro elevata posizione nell'amministrazione eco­nomica turca esercitano una certa influenza e pel contatto quotidiano coi maggiori poteri possono desumere utilmente il pensiero del movi­mento. Fra essi vidi l'ex Ambasciatore francese Mr. Revoil Direttore generale della Banque Imperiale Ottomane , Mr. Pissard, Diret­tore generale della Dette Publique Ottomane , Mr. Huguenin, Capo supremo degli interessi tedeschi che la Germania ha in Turchia, Diret­tore generale delle Ferrovie di Anatolia e di Bagdad. Avvicinai vari membri del Corpo diplomatico, personaggi e minori parlamentari turchi.
Delle mie principali conversazioni tenni alcune note in forma sommaria ed obbiettiva.
E qui mi permetto di riassumere l'impressione generale da me rice­vuta durante il mio soggiorno sulla situazione di fatto del nostro conflitto nel momento attuale, perchè nessuno in Turchia può prevedere l'indomani.
Dopo scoppiata la guerra e negli ultimi mesi dell'anno scorso, trovandosi la Turchia impreparata ad una certa resistenza immediata e ignorando la linea di condotta che intendeva assumere l'Italia nel condurre la guerra, vi fu nei governanti turchi un primo periodo di incertezza e di confusionismo, che secondo alcuni avrebbe potuto portare ad una rapida soluzione del conflitto, con qualche transazione a noi