Rassegna storica del Risorgimento
CARLO EMANUELE III RE DI SARDEGNA
anno
<
1935
>
pagina
<
682
>
682 Angelo Piccioli
Ma lo stato d'animo genericamente pacifista dei vari poteri è ancora teorico e non si sono ancora misurati i limiti dei sacrifici che bisogna imporre ali9 Impero.
L'opinione pubblica musulmana irritata ed offesa che potrebbe riflettersi in un atteggiamento inaspettato, la resistenza di una parte importante del Comitato, il timore dei maggiori membri di esso, anzi di tutti, che ogni transazione significhi la fine del loro equivoco Governo e forse anche personalmente la vita a molti di loro, rappresentano tutte difficoltà gravi ad un'intesa qualsiasi.
Vi sono però alcuni principi ammessi da tutti, anche dai più radicali membri del Comitato, come Talaat Bey e Giavid, ed a me stesso da loro confessati, e primo fra essi quello che la Trip olitania e la Cirenaica sono irrimediabilmente perdute per la Turchia e che, sebbene siano ancora lontane dall'essere conquistate dall'Italia, all'Italia, per la ragione del più forte, si deve in ogni modo consentire quello che, secondo loro, essa chiede alle nuove colonie, e cioè ogni risorsa economica agricola ed industriale.
E sulla base di tale principio che s'imperniano tutti i progetti di una conclusione del conflitto che io ho sentito formulare a Costantinopoli in numero infinito, ed allo stesso principio si ispira la proposta fattami dal Vice Presidente della Camera S. E. Halagian e trasmessa all'È. V. col mio dispaccio 15 corrente, proposta autorizzata da Said Pascià e da Assim Bey per il Governo, da Talaat Bey per il Comitato e dal Presidente della Camera per il Parlamento.
Questo si può dire il primo progetto di fonte autorizzata, dall' inizio della guerra, sebbene non rappresenti che un punto di partenza ed abbia importanza per ora indiziaria.
Naturalmente i miei contradditori non mi dissero interamente i limiti ai quali già decisero di arrivare, essendo stato il progetto avanzato discusso in due Consigli dei Ministri e nel Comitato Centrale dopo che mi fu esposto e prima della mia partenza ; ma certamente sulla ba6e di una dichiarazione di autonomia, d'indipendenza, o simile, delle provincie africane e sulle successive reciproche concessioni di diritto e di fatto che potranno farsi le due parti, se non ora, al momento destinato, si troverà la fine del conflitto, perchè nessun sacrifìcio di tempo, di uomini e di armi ridurrebbe la Turchia all'accettazione pura e semplice della nostra sovranità.
È quindi per ora soltanto da prendersi in considerazione l'opportunità di dar seguito o meno ad un'intesa diretta nelle forme e nei modi che successivamente si possono stabilire e che abbia per