Rassegna storica del Risorgimento

ALBERTI FRANCESCO ; NAPOLEONE I ; PIO VII
anno <1935>   pagina <685>
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FONTI E DOCUMENTI
I RAPPORTI FRA NAPOLEONE E PIO VII NEL CARTEGGIO DI FRANCESCO ALBERTI
CAPITOLO I. - FRANCESCO ALBERTI
Negli ultimi anni della Repubblica Veneta nasceva a Noventa di Piave (dipartimento del Tagliamento) il 20 marzo 1764 da Pietro Alberti e da Elisabetta Istrana da Treviso, un bimbo che veniva bat­tezzato il 2 settembre 1765 Francesco Giacinto. Poco o nulla si sa della sua prima educazione, della sua adolescenza.
Lo troviamo eletto il 12 dicembre 1785 Estraordinario della Can­celleria Ducale in aspettativa. Da quanto risulta poi dal fascicolo 15-33 dell'Archivio del Governo Generale dell'anno 1815, si sa che il
Barone Francesco Alberti, incaricato di documentare i titoli della domanda da lui fatta per ottenere o un interinale trattamento di quiescenza, o una pensione, o un impiego, rassegna contar egli oltre a 30 anni di effettivo servizio: che al tempo della Veneta Repubblica era Segretario della medesima e che nell'esterno sostenne la segreteria dell'ultima Ambasciata Veneta a Costantinopoli, che caduta la Repub­blica fu Commissario e Custode degli Archivi e depositi dell'Ambasciata, poi Segre­tario del Capitanato di Udine, Commissario Provinciale ed aggiunto al medesimo per il censimento; e che sotto il Regno d'Italia fu Deputato a Parigi;
passato in seguito alle dipendenze del Ministero degli Esteri nel Regno Italico, tenne abilmente la carica di agente diplomatico a Roma dal 1807 al 1810. Era stato nominato provvisoriamente a questo posto con lettera del 10 dicembre 1806 e gli venne affidata la mansione di Segretario della Legazione da Napoleone, giungendo nella capitale il 16 febbraio 1807 *) dove dice di essere stato inviato dal Sovrano, come segretario della Legazione, in luogo del corani, consigliere di Stato Birago (eletto ministro plenipotenziario presso la Santa Sede) poiché, essendo questi di malferma salute, egli sostenesse le funzioni di interno incaricato d'affari.
i) R. Archivio di Stato di Milano, Ministero degli Esteri, e. 13. D'ora innanzi indicherò questa fonte così : A. S. M., Min. Esteri, e nel testo stesso dell'articolo.
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