Rassegna storica del Risorgimento

ALBERTI FRANCESCO ; NAPOLEONE I ; PIO VII
anno <1935>   pagina <686>
immagine non disponibile

686
Lina Maddi
Appena installato, l'Alberti dà notizia della carica assunta al ministro delle relazioni estere a Parigi, conte Ferdinando Marescalchi, al Tassoni, incaricato d'affari per la Toscana, al Cornetti, commissario straordinario di S. M. il Re d'Italia a Torino.
In Roma infatti egli segue i movimenti del Governo Repubblicano, delle Sette sospette e del falso gesuita Paccanari, delle relazioni col Papa, delle sue lamentele, della sua sorte, di Palazzo Venezia, dell'in­vio a Parigi delle opere d'arte del Museo Borghese, dei sentimenti e delle incertezze di tutti, dai più. alti gradi ai più bassi, della deporta­zione del Papa e del nuovo provvisorio Governo, esprimendo i suoi giudizi e le sue vedute.
Il 21 luglio 1807 è poi istituito in Roma dal Ministro per il culto Bovara agente provvisorio degli affari ecclesiastici, per sollecitare le bolle, i brevi, i rescritti che possano abbisognare agli ordinari del Regno. Nel febbraio 1810 cessata la legazione italiana di Roma, viene nominato incaricato interinale d'affari; nell'aprile viene incaricato di partecipare alla Commissione per la definizione dei confini con la Baviera. H 10 luglio 1810, con decreto reale dato da St. Cloud, viene creato barone del Regno per riconoscere e ricompensare (dice il decreto stesso) lo zelo e la fedeltà che il nostro caro ed amato signor Alberti ci ha in più occasioni mostrato pel nostro Reale Servi­zio . Ricevuto tale titolo, l'Alberti si affretta a ringraziare, indirizzando la seguente lettera a S. E. il duca di Lodi Francesco Melzi d'Eril, da Bolzano il 29 luglio 1810 (A. S. M., Aràldica, p. m., e. 77, fase. 5):
Rassegno all'Eccellenza Vostra i miei devoti ringraziamenti per la cura che ha voluto prendersi di annunziarmi le graziose Sovrane dimostrazioni in mio favore. Fra non molti giorni avrò qui finita l'estraordinaria commissione di cui venni inca­ricato ed allora giungendo alla Capitale mi farò un dovere di portarmi ad inchinarla e di seguire le traccie che mi vengono indicate per godere l'effetto della distinzione accordatami dalla Maestà Sua. Frattanto l'Eccellenza Vostra permetta che profìtti di questa occasione per aver l'onore di rinnovarle le proteste del mio profondo rispetto .
L'11 marzo 1811 un decreto Imperiale nominava l'Alberti console generale a Livorno, dove risiedè fino al 1814.
Dopo tanta attività, l'ultima parte della sua vita si tratta di non più di altri 10-15 anni circa rimane oscura; quasi nulla si sa della sua vita privata; sembra che avesse degli interessi di famiglia a Treviso, dove viveva ancora la madre sua nella prima metà del 1813, poiché egli infatti scrive il 19 marzo 1813 al consigliere di Stato a Milano, Testi, domandandogli il permesso di recarsi da Livorno, dove