Rassegna storica del Risorgimento
ALBERTI FRANCESCO ; NAPOLEONE I ; PIO VII
anno
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1935
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pagina
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687
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I rapporti fra Napoleone e Pio VII nel carteggio, ecc. 687
si trovava, a Treviso per rivedere la madre ormai ottuagenaria e molto debole e per interessarsi dei suoi affari. Ritorna ai primi di maggio, come risulta dalla lettera inviata al Testi da Treviso il 7 maggio 1813 (A. S. M., Min. Esteri, e. 101).
Se avesse dei beni però non si può sapere ed ugualmente non è stato possibile, nonostante mi fossi attivamente adoperata, rintracciare la data e la località in cui avvenne la sua morte, se lasciò testamento e quale ne fosse il contenuto, poiché l'Archivio notarile di Venezia, al quale mi sono rivolta, mi comunicò che gli atti dei Notari cessati prima dell'armo 1830 sono passati a queir Archivio di Stato, il quale non sa se possiede i documenti che riguardano l'Alberti, né può fare le ricerche relative, per vari motivi. Tale data non potè essere precisata neppure in occasione di altra ricerca fatta nel 1911 da questo nostro Archivio di Stato al quale l'Archivio di Stato di Venezia rispondeva 1*11 luglio 1911, dicendo di ritenere la morte dell'Alberti anteriore al 13 febbraio 1826,
leggendosi esso scrive in una supplica senza data del di lui fratello, diretta all'Imperatore, allegata al numero 11422 del 1826 della Commissione Araldica Austriaca, le seguenti parole: Giuseppe Cesare Alberti fratello del Barone Francesco che appena rimesso in grazia di Vostra Maestà, sfortunatamente da immatura morte mancò .
Volgiamo quindi l'attenzione a quelle epoche della vita di lui, ricche di importanti dettagliate notizie e piene di interesse, in quanto illustrano notevoli periodi della sua carriera e delle vicende d'Italia sotto il dominio napoleonico, permettendoci di rifare quasi giorno per giorno ed in ogni particolare i rapporti di Napoleone con Roma, sopratutto, la storia dell' Imperatore nei riguardi dell' Italia, dall' incoronazione alla sua prima caduta, alla relegazione all'Isola d'Elba, lumeggiando e mettendo in rilievo in pari tempo i giudizi, le disposizioni, i sentimenti dell'Alberti e tutta l'attività da lui svolta in quei periodi
CAPITOLO II. - RAPPORTI FRA NAPOLEONE E PIO VII
All'arrivo dell'Alberti a Roma, lo Stato Pontificio, la cui estensione era stata grandemente ridotta in seguito al trattato di Tolentino del 1797 ed all'annessione napoleonica delle Marche Adriatiche del 1808, non rappresentava che un territorio povero, infecondo, trascurabile e per la posizione geografica e per lo stato naturale del suolo e per il clima ed ancor più per quella deplorevole costituzione sociale,