Rassegna storica del Risorgimento

ALBERTI FRANCESCO ; NAPOLEONE I ; PIO VII
anno <1935>   pagina <689>
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I rapporti fra Napoleone e Pio VII nel carteggio, ecc. 689
generale di Brigata, ed a tal uopo il segretario di Stato cardinal Casoni scrive all'Alberti il 25 marzo 1807 (A. S. M., Min. Esteri, e. 14) espri­mendo le lagnanze del Papa per l'arresto fatto eseguire dal Tisson di alcuni pescatori di Fermo, col pretesto di aver
confabulato in mare con un legno inglese, col quale si sono incontrati. Questo arresto per il quale si adduce un motivo non criminoso, è stato eseguito senza alcuna intelligenza del Pontificio Governo e colla più marcata violazione dei diritti della
Sovranità Territoriale non può sua Santità indursi a credere che il Governo
di Milano abbia ordinato la conculcazione dei diritti e dei riguardi dovuti al Prin­cipe Territoriale, crede bensì che sia uno dei tanti arbitri che il Generale Tisson si è permessi, con oltraggio manifesto della dignità del Santo Padre .
Prega quindi che gli arrestati siano resi alle forze del Pontificio Governo, a cui spetta di punirli se sono rei . Ancora in merito a ciò l'Alberti scrive al Testi il 27 maggio 1807 (A. S. M,, Min. Esteri, e. 14):
...quanto prima sugli arresti eseguiti a Fermo darò al Signor Cardinale Segretario di Stato la conveniente risposta, dietro le risoluzioni di Sua Altezza Imperiale. Si è sparsa la voce che sia per seguire un cangiamento in questa Segreteria di Stato e che all'Eminentissimo Casoni abbia ad esser sostituito l'Eniinentissinio Consalvi. Si trova probabile la dimissione del primo, poiché è notoriamente inabile agli affari e ne sono malcontenti tutti i Ministri, ma non si giudica così facilmente verificabile che il signor Cardinal Consalvi riassuma un impiego nel quale ha avute tante ama­rezze. È giunta notizia che nella sera del 23 e nel di susseguente del 24 siasi praticato a Napoli l'arresto di un numero considerabile di persone; si fanno ascendere gli arre­stati a 160-170 circa, e vi si comprendono dei Cavalieri e delle Dame della più alta Nobiltà. Sua Maestà il Re non si trovava nella sua Capitale; e vi si è reso frettolo­samente dall'Aquila, ove esisteva, subito dopo aver ricevuto il Corriere che gli fu spedito. Non si sa il motivo della suaccennata esecuzione, ma dal numero e dal carat­tere degli arrestati si vuol dedurre che siasi scoperto un piano di rivolta e si aggiunge che lungi sul mare si vedevano dei legni Inglesi..... .
Su tale argomento ritorna l'Alberti il 3 giugno 1807 in una let­tera al Testi (A. S. M., Min. Esteri, e. 14):
<tNoi siamo qui a due passi da Napoli e nonostante non sappiamo di preciso ciò che vi accada. Ho osata ogni attenzione per sapere il motivo degli arresti che Le ho indicato col numero 207, ma non vi sono riuscito. II signor. Ambasciatore di Francia non ne sa pia di me, poiché il Signor Ministro Saliceti gli ha scritto sem­plicemente: Voi saprete ciò che qui corre ed una Commissione militare ci renderà ben presto giustizia di questi scellerati .
La Commissione infatti giudica gli arrestati e pronunzia sentenze contro i colpevoli, secondo quanto sappiamo dall'Alberti che ne intrat­tiene il Testi ed il Marescalchi l'8 giugno 1807 (A. S. M., Min. Esteri, e> 14), dicendo che sono state fatte alcune esecuzioni a talune delle quali, come a quella di un certo Palmieri, sorsero dei disordini, nei