Rassegna storica del Risorgimento
ALBERTI FRANCESCO ; NAPOLEONE I ; PIO VII
anno
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1935
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pagina
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691
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I rapporti fra Napoleone e Pio VII nel carteggio, ecc. 691
di dazi sui generi alimentari scambiati fra gli Stati Pontifici e quelli del Re d'Italia.
Quanto all'esterno, l'Alberti ci riporta alcune relazioni in tin dispaccio al Testi dell'11 aprile 1807 (A. S. M., Min. Esteri, e. 14):
otto aprile dice l'Abate Mauri che davanti al porto di Ancona si trovi la squadra russa. Una lettera diretta al Cardinal Valenti dice: i russi ogni giorno riacquistano terreno, i francesi si ritirano non senza gravi sacrifizi d'uomini. Una lettera di Smirne diretta al banchiere Cini dice: <ti Russi e gli Inglesi trionfano in queste parti nostre, ora si dispongono a ripulire le vostre .
Nella lettera del 15 aprile 1807 al Testi (A. S. M., Min. Esteri, e. 14) segue tale resoconto, dal quale, come del resto da tutto il carteggio dell'Alberti, risulta il suo spirito favorevole ai Francesi ed al suo sovrano Napoleone, emerge il suo giudizio sull'opera del Governo Pontifìcio e dei suoi sudditi e lo stato d'animo di questi.
Sembrando allora opportuno all'Alberti far nominare un agente regio e un Regio spedizioniere,
per il canale dei quali passassero tutte, niuna eccettuata, le carte che si spediscono nella Dataria Apostolica e nella segreteria dei Brevi ,
egli sostiene tale suo punto di vista in una lettera al ministro Marescalchi, in data 22 maggio 1807 (A. S. M., Min. Esteri, e. 14):
((L'argomento importante e geloso non ha mai sfuggito alle intenzioni dei Governi vigilanti e saggi e, citando a tal uopo il governo della Repubblica Veneta, la cui costituzione non potrà non essere in ogni tempo ammirata, soggiunge che quell'accorto Governo non lasciava alcun mezzo intentato per conoscere i rapporti fra i suoi sudditi e le altre Corti, ed essendo fra queste più frequenti le relazioni che si hanno con la Corte di Roma, riguardo agli affari ecclesiastici che si spediscono nella Dateria Apostolica e nella Segreteria dei Brevi, sarebbe perciò cosa utilissima che di queste si avesse un'esattissima informazione. Ciò è coerente allo stile di altre Corti e segnatamente di quelle di Spagna, Portogallo, Napoli e Vienna. Con somma facilità puole il Governo mettersi al giorno di ciò se sulle traccie delle individuate Corti si destineranno dal medesimo due persone idonee ed a sé affezionate, alle quali debbano privatamente far capo tutti quelli che avessero bisogno di ricorrere a Roma in occasione di spedizione di Bolle o Brevi Apostolici, una delle quali fosse autorizzata dalla Corte a ricevere tali commissioni col titolo di Agente Regio e l'altra fosse autorizzata ad eseguirle ed incaricarsi della spedizione col titolo di Spedizioniere Regio.
Alla comunicazione dell'Alberti su tale argomento, il Testi risponde il 30 maggio 1807 (A. S. M,, Min. Esteri, e. 14), dicendo che le vedute dell'Alberti sono molto utili, prudenti e sviluppate , ed aggiungendo:
sono certo che sua Eccellenza il sig. Ministro vi renderà un'uguale giustizia ed attendo di conoscere a suo tempo qual partito definitivo Be ne potrà ritrarre .