Rassegna storica del Risorgimento
ALBERTI FRANCESCO ; NAPOLEONE I ; PIO VII
anno
<
1935
>
pagina
<
696
>
696
Lina Maddi
della vicinanza dell'Astro animatore del tutto. Lo stesso giorno del suo arrivo fu celebrato dalla più. spontanea e più generale illuminazione, e dalla gioia unanime di questa immensa metropoli. In tutti i teatri si canta il ritorno e la pace; e tutti vanno a gara per dare una rappresentazione allusiva alle circostanze. La Maestà Sua. lungi dai prendere riposo dopo tante fatiche, non pensa invece che ad accelerare il moto della gran mole dell'Impero ed a comunicare a chi lo seconda la propria attività prodigiosa. Se ne posson formare i più fondati auguri per la pace del mondo e singolarmente per la prosperità dei popoli chiamati sotto le sue provvide leggi. Quali di noi non merita voti, riconoscenza, devozione ed omaggi un tale Sovrano ! .
Al che l'Alberti risponde il 19 agosto (A. S. M., Min. Esteri, e. 20), ringraziando il Marescalchi per le dettagliate notizie fornitegli, ed esprime la sua esultanza per l'arrivo di Napoleone vittorioso a Parigi, la sua infinita ammirazione e devozione:
Era impazientissimo delle nuove poiché nel suddito sommo mio attaccamento per la Sacra di lui Persona e nell'altissima ammirazione che doverosamente gli tributo per le tante immortali di Lui gesta, ardeva di desiderio d'esser certo, che anche gli altri sudditi suoi, e particolarmente quelli di codesta Capitale, fossero compresi dagli stessi miei sentimenti. S'egli sostenendo infiniti disagi, travagli, ed esponendosi senza riguardo a mille pericoli affatica tanto in vantaggio nostro, ed anzi del Mondo intero, è ben dritto che abbia il compenso ch'è più grato al suo cuore, cioè l'affetto, e la gratitudine almeno dei Figli suoi.
Il Papa intanto non potendo più oltre tenere tante sedi vescovili vacanti, era stato costretto a provvedere, e ne aveva coperte alcune, quali quelle di Venezia, Ferrara, Zara, Adria, mentre per le altre nomine si aspettavano i documenti necessari alla formazione dei processi (lettera dell'Alberti al Marescalchi del 26 agosto 1807, A. S. M. Min. Esteri, e. 20, e comunicazione anche al Testi ed al ministro per il culto Bovara).
Vari discorsi e grande inquietudine si levano poscia alla notizia che il generale Lemarrois sia arrivato in Ancona con un considerevole corpo di truppe, che queste siano state aumentate anche in Urbino e Fermo e che sia stato senz'altro dimesso dal Lemarrois il governatore d'Ascoli: il Governo pontificio ne domanda spiegazioni, allarmato, all'ambasciatore francese, facendo le sue più dolenti significazioni ed in luogo dell'Alquier viene inviato allora in Roma il Lefèbre, al quale sono ripetute a voce le lamentele papali (lettera dell'Alberti al Marescalchi del 28 ottobre 1807, A. S. M., Min. Esteri, e. 17).
Ma la destituzione del governatore .d'Ascoli non era avvenuta che per l'arbitrio di quel governatore locale francese, e venuto di ciò a conoscenza il Lemarrois castiga quello e rimette in carica il governatore romano (lettera dell'Alberti al Testi del 4 novembre 1807,